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Stiano pure lontani dalle chiese gli infedeli! Non
accedano alle chiese, ai cimiteri ed agli oratori. Adotti la forza
pubblica i rimedi necessari a preservare i luoghi sacri dalle
contaminazioni di chi non crede ovvero di chi crede negli idoli pagani !
E' la sentita raccomandazione di un sindaco
leghista di in un placido paesino della Provincia di Brescia che,
evidentemente, sente in modo particolarmente intenso il pericolo di
colonizzazione religiosa, culturale e, dunque, politica da parte degli
"invasori", che pervade la collettività di Morano e la sua
rappresentanza politica.
E' chiaramente il riflesso grottesco di un
dibattito molto diffuso in questo periodo, che ha trovato un episodio
particolarmente eclatante, ma di ben altro profilo e spessore culturale,
nelle dichiarazioni del Cardinale Biffi, che tanto scalpore hanno
destato nell'opinione pubblica e tanto clamore hanno suscitato nei mezzi
di informazione.
E' noto però che il messaggio autentico del
Cardinale era tutt'altro che un'istigazione ad intraprendere la crociata
del terzo millennio (v. il testo dell'intervento del Cardinale
Biffi all'interno di questo sito) se si ricorda che secondo quanto
chiarito dal prelato "l'azione evangelizzatrice è di sua natura
universale e non tollera deliberate esclusioni di destinatari:
"predicate il Vangelo ad ogni creatura" (cf. Mc 16,15), ci ha
detto il Risorto".
L'allarme era ed è rivolto all'integrazione delle
diverse culture, delle diverse religioni ed alle risposte che le
istituzioni devono fornire affinchè l'incontro tra diversi costituisca
più un arricchimento che un conflitto. E' lo stesso tipo di allarme che
- pur se per diversi profili - è comune a magistratura e forze
dell'ordine nello svolgimento del loro quotidiano compito istituzionale.
L'unico appunto
che, forse, può muoversi alla posizione del Cardinale Biffi è
quello di non aver valutato le strumentalizzazioni inevitabili a cui le
sue dichiarazioni potevano dar vita. Ed esse sono puntualmente poste in
essere, da più parti, soprattutto con riferimento al richiamo operato
alla nota CEI del 1993, secondo cui
“Le comunità cristiane, per evitare inutili fraintendimenti e
confusioni pericolose, non devono mettere a disposizione, per incontri
religiosi di fedi non cristiane, chiese, cappelle e locali riservati al
culto cattolico, come pure ambienti destinati alle attività
parrocchiali". Lo scopo di tale nota è evidentemente quello di
evitare improponibili commistioni liturgiche, ma ben altre sono le
"intenzioni" di chi vive di strumentalizzazioni a fini pseudo
politici.
La rete informatica - che riflette e talvolta
anticipa i dibattiti della società o di frange estremiste di essa - e
le manifestazioni di piazza, sempre più frequenti, mostrano come
esistano movimenti politici e di opinione, che secondo gli schemi
classici e superati degli schieramenti, apparterrebbero alla destra
estrema, ma che in realtà sono assolutamente trasversali (si pensi a
molte realtà vicine alla stessa Lega), i quali si dichiarino portatori
di valori cristiani, interpretati in modo intransigente e radicale. Si
tratta di movimenti marginali, espressione di fondamentalismi nazionali
e regionali che, tuttavia, manifestano la chiara esistenza di un
processo di nascita di nuovi conflitti etnici. Sono realtà che non
possono essere sottovalutate, in quanto elementi espressivi di una
tangibile tendenza alla "localizzazione", intesa come
controspinta all'apparentemente inarrestabile moto di mondializzazione o
di globalizzazione.
Se un'autorevole studioso come Luciano Gallino,
insieme a molti altri, prende le distanze dagli entusiasmi diffusi per
la globalizzazione dei mercati e di tutto ciò che segue, evidentemente
le recenti tensioni di vario genere - con particolare riguardo a quelle
etnico-religiose - non solo frutto di variopinte idee politiche, ma
rappresentano qualcosa di più (Luciano Gallino - Globalizzazione e
diseguaglianze - Editori Laterza, 2000)
I frutti sorprendenti e giuridicamente
inconcepibili delle radicalizzazioni politiche si cominciano a vedere.
L'ordinanza del sindaco di Rovato ne è un esempio cristallino. Lascio a
chi avrà la sfortuna di incappare in queste righe tutte le
considerazioni: quelle etiche, quelle religiose del cristiano autentico,
quelle politiche e - per quanto più ci compete - quelle giuridiche.
Neanche voglio sottolineare il palese contrasto con
varie norme della Carta Costituzionale in tema di diritti fondamentali;
sarebbe troppo scomodare la Costituzione. Sicuramente è e resterà
soltanto un mezzo per far discutere. Provo ad immaginare per pochi
attimi le modalità di applicazione, le procedure di accertamento della
singola confessioni religiosa praticata, ma poi desisto … voglio
ritenere si tratti di uno scherzo, ma non lo è. Sarei curioso di
conoscerne gli sviluppi, in quel di Rovato, provincia di Brescia.
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