Le malattie mentali,un dramma dimenticato

 di Simonetta SOTGIU, Consigliere della Corte di Cassazione

Anche se l'argomento non é strettamente collegato alla problematica  del sito,mi riporto al concetto di "carità",cioè di attenzione ai problemi e alla qualità della vita del nostro prossimo,per rimarcare la sostanziale iniquità di una legge, la c.d. 180, in tema di libera scelta del trattamento sanitario per i malati di mente alla all'abolizione dei manicomi,che ha indotto il sistema sanitario pubblico a minimizzare la rilevanza sociale e la gravità delle malattie mentali,i assurdamente ipotizzando la corretta utilizzazione,da parte degli individui colpiti da tali malattie, del libero arbitrio in ordine all’accesso o meno alle cure loro offerte.

Ne é derivato,oltre al grande "affare" gestito dalle case di cura private (le varie “Villa Quiete", “Villa Pace" ecc.), I'abbandono sostanziale, sul piano terapeutico, del malato mentale, che resta solo con se stesso, se privo di famiglia,ovvero diviene insostenibile aggravio per le famiglie che non hanno i mezzi per accedere alla sanità privata e sono costrette ad improvvisarsi medici di questi difficili soggetti, solo di tanto in tanto distrattamente visitati presso reparti ospedalieri divenuti veri e propri ghetti (anche logisticamente, in quanto spesso ubicati nei sottopiani o in zone semibuie) semprechè accettino di recarvisi,per essere sedati con dosi massicce di antidepressivi e rimandati a casa privi dell'indispensabile appoggio psichiatrico.

Atto di "carità" compirebbe perciò il Parlamento a rivedere questa legge utopistico da un lato, e sommamente ingiusta dall'altro,utile soltanto agli affaristi privati di cui ho già parlato, e crudele verso questi infelici fratelli e i loro familiari.