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Anche se l'argomento non é strettamente
collegato alla problematica del
sito,mi riporto al concetto di "carità",cioè di attenzione
ai problemi e alla qualità della vita del nostro prossimo,per rimarcare
la sostanziale iniquità di una legge, la c.d. 180, in tema di libera
scelta del trattamento sanitario per i malati di mente alla
all'abolizione dei manicomi,che ha indotto il sistema sanitario pubblico
a minimizzare la rilevanza sociale e la gravità delle malattie
mentali,i assurdamente ipotizzando la corretta utilizzazione,da parte
degli individui colpiti da tali malattie, del libero arbitrio in ordine
all’accesso o meno alle cure loro offerte.
Ne é
derivato,oltre al grande "affare" gestito dalle case di cura
private (le varie “Villa Quiete", “Villa Pace" ecc.), I'abbandono
sostanziale, sul piano terapeutico, del malato mentale, che resta solo
con se stesso, se privo di famiglia,ovvero diviene insostenibile
aggravio per le famiglie che non hanno i mezzi per accedere alla sanità
privata e sono costrette ad improvvisarsi medici di questi difficili
soggetti, solo di tanto in tanto distrattamente visitati presso reparti
ospedalieri divenuti veri e propri ghetti (anche logisticamente, in
quanto spesso ubicati nei sottopiani o in zone semibuie) semprechè
accettino di recarvisi,per essere sedati con dosi massicce di
antidepressivi e rimandati a casa privi dell'indispensabile appoggio
psichiatrico.
Atto di
"carità" compirebbe perciò il Parlamento a rivedere questa
legge utopistico da un lato, e sommamente ingiusta dall'altro,utile
soltanto agli affaristi privati di cui ho già parlato, e crudele verso
questi infelici fratelli e i loro familiari.
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