L'etica che può essere raggiunta attraverso la
ragione, riconoscendo agli altri diritti ed aspettative pari alle proprie,
applicando il principio di utilità nei rapporti sociali, ed individuando quei
comportamenti che meglio consentono di raggiungere il bene comune, coincide in
larga parte con la morale che nasce
dal rapporto fra Dio e l'uomo. Nella vita di ogni giorno, l'uomo retto si comporta
in un unico modo, creda o non creda nell'esistenza di Dio: non mente, non
imbroglia il prossimo, adempie fedelmente ai doveri propri del suo ufficio, ai
doveri che nascono dai suoi rapporti familiari. Ma una
morale fondata esclusivamente sui rapporti sociali, per cui "anche i così
detti doveri verso se stesso sono
doveri sociali; non avrebbero infatti alcun senso per un individuo che viva
isolato" (Kelsen,
La dottrina pura del diritto, Milano, 1990, 74), non coincide in tutto con la morale che si fonda
sul rapporto con Dio; ed anzi se ne può divaricare
sotto alcuni profili di
profondo significato ideale. Ad esempio, il dovere di salvaguardare la propria
vita assume una portata diversa se ragguagliato esclusivamente alla società ed
al suo "utile" o se coinvolge anche il rapporto con Dio. La sapienza giuridica romana aveva sintetizzato
tutto il diritto in tre “sommi precetti”: vivere onestamente,
riconoscere a ciascuno il suo, non far male a nessuno.
In una visione utilitaristica il primo è sostanzialmente superfluo perché
honeste vivere significa non offendere gli altri e riconoscere i loro diritti. In
un’ottica religiosa il vivere onestamente si carica di alcuni doveri
aggiuntivi, ad esempio attinenti alla morale sessuale. In un’ottica
laico-utilitaristica il concubinato fra Erode Antipa ed Erodiate atteneva alla
loro sfera privata; e poteva al massimo giustificare qualche protesta
di Filippo, marito di Erodiade e fratello di Erode; dunque Giovanni
Battista, che esprime pubblico dissenso nei confronti dei due peccatori,
potrebbe apparire, nella visione libertina propria del nostro tempo, un
fondamentalista impiccione e
rompiscatole. Invece, secondo le parole di Gesù :”fra quanti sono nati di
donna non è mai sorto nessuno più grande di lui” (Mt. 11, 11). Fondamentale in proposito appare il discorso del Santo Padre per il Giubileo dei governanti Significativo è ad esempio il dibattito sulla “procreazione assistita"; in cui è in corso di elaborazione una legge disciplinatrice che assume contenuti, in misura significativa, differenti a seconda della concezione ideale cui si fa riferimento. Come documenta il dibattito espresso nelle differenti posizioni contenute rispettivamente nei due "manifesti" della "bioetica laica" , pubblicati su "Il Sole 24 ore" del 9 giugno 1996 e del 1° marzo 1998, e nel manifesto della "bioetica cattolica" (ma i firmatari respingono questa qualifica) pubblicato su "L'Avvenire" ed "Il Tempo" del 18 marzo 1998 (consigliamo, a questo proposito la consultazione del sito www.centrobioetica.org ,curato dalla Università del Sacro Cuore di Roma). Assai rilevanti sono anche la mozione del Parlamento Europeo sulla clonazione, ed il progetto di Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea, di cui ci occupiamo specificamente in relazione al problema della bioetica. Tutta l'impalcatura del "progetto" è ,per altro, investita dalle critiche di Identità Europea che abbiamo ritenuto porre a disposizione dei nostri utenti. La
discussione ha poi il suo nodo più significativo non tanto e non solo nella
scelta del criterio per valutare i fenomeni quanto nella individuazione delle
"entità" cui deve essere riconosciuta la qualifica di
"soggetti" nella impostazione del ragionamento. Se l'embrione è un
"soggetto umano" l'aborto e la clonazione assumono una forte
connotazione negativa anche in un'ottica "laica"; se non lo è,
l'aborto diviene lecito anche in una prospettiva religiosa. La scelta individuale a favore della soluzione proposta da una delle due "etiche" non è del resto esaustiva della problematica che intendiamo affrontare in questo "sito". Occorre cioè domandarsi se simile opzione debba o meno tradursi in norme giuridiche cogenti. La connotazione negativa dell'aborto, della contraccezione, dell'adulterio, della clonazione umana, non si traduce necessariamente nella emanazione di leggi che vietino queste pratiche, o nella ostilità a leggi che le legittimino (come accade per le proposte di "legalizzazione" delle convivenze anche omosessuali). Costituisce in proposito uno stimolo, polemico e quasi offensivo, ma utile alla discussione la provocazione di Vattimo (La Stampa 10 settembre 2000) secondo cui "i Cristiani e la Chiesa, abbandonando il feticcio di una legge della natura sempre più innaturale e non di rado omicida, dovrebbero cominciare a fare i conti con il solo comandamento di Cristo, quello della carità", e quindi consentire alla contraccezione ed alla clonazione umana. GiustiziaCarità La proposta
"Bellillo" sugli "accordi di convivenza", con una nota
critica di Simonetta Sotgiu |
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