LA CLANDESTINITA' NON E' UN DIRITTO

di  Antonino Palaja 

Procuratore Generale della Repubblica del distretto di Torino

 

dal discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2001

Mentre si appresta ad essere e già è invasa da orde migratorie (intese per tali, non già i cittadini di paesi di diversa civiltà e cultura, per differente che sia dalla nostra; ma coloro che, essendo delinquenti già nei paesi di origine, ritengono di poter trovare nuove frontiere di guadagno e di lavoro disonesto in territori più facili e indifesi), dal canto suo la nazione italiana si autodisarma nella possibilità di distinguere tra buoni e cattivi scoprendo e reprimendo il crimine. Il che è tanto più allarmante se si tiene presente che l'Italia, per la sua conformazione e collocazione geografica, consente l'accesso sia da terra (attraverso i territori della ex Jugoslavia e dell'Austria) sia da mare (dove addirittura non vi sono frontiere e i chilometri di costa sono migliaia lungo tutti i punti cardinali, escluso il nord).

Si chiede se il molto sforzo investigativo spesso compiuto per sequestrare qualche chilo di droga non sarebbe forse meglio indirizzarlo ad imbastire un'indagine approfondita sul traffico di donne. Il commercio e la schiavizzazione di essere umani appare più grave del commercio di stupefacenti.

 

Per questo, è giunta l'ora di dire chiaramente che la clandestinità non rappresenta un diritto inviolabile dell'uomo che, come tale, vada non solo tollerata ma anche protetta; che lo stato, qualsiasi stato, ha il diritto di conoscere 1' identità di chi si trova nel suo territorio e che qualsiasi tolleranza o buonismo sotto questo profilo è criminogeno.

Appare inevitabile la constatazione che s'ha quasi lo sgomento d'operare su d'una materia costantemente rimaneggiata sull'onda spesso incalzante d'innovazioni anche stravolgenti traguardi procedurali e sostanziali che si pensavano definitivi. Nella mira dichiarata di portare a maggiore e migliore e sollecita efficacia l'attività giudiziaria; ma con introduzione di rimedi che, portati ad attuazione concreta, dimostrano di spingere in direzione contrastante se non opposta.

Tutto questo nella nostra realtà sociale che, si ripete anche quest'anno, è permeata da tantissima delinquenza e vive una condizione di ben superiore aggravamento per il confluirvi di delinquenza straniera perché questa dimostra di sapere discernere dove dirigersi: là dove il suo operare è più comodo per legislazione permissiva e per facilità di tenerla in non cale anche a livello esecutivo.