|
dal
discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2001
Mentre
si appresta ad essere e già è invasa da orde migratorie (intese per
tali, non già i cittadini di paesi di diversa civiltà e cultura, per
differente che sia dalla nostra; ma coloro che, essendo delinquenti già
nei paesi di origine, ritengono di poter trovare nuove frontiere di
guadagno e di lavoro disonesto in territori più facili e indifesi), dal
canto suo la nazione italiana si autodisarma nella possibilità di
distinguere tra buoni e cattivi scoprendo e reprimendo il crimine. Il
che è tanto più allarmante se si tiene presente che l'Italia, per la
sua conformazione e collocazione geografica, consente l'accesso sia da
terra (attraverso i territori della ex Jugoslavia e dell'Austria) sia da
mare (dove addirittura non vi sono frontiere e i chilometri di costa
sono migliaia lungo tutti i punti cardinali, escluso il nord).
Si
chiede se il molto sforzo investigativo spesso compiuto per sequestrare
qualche chilo di droga non sarebbe forse meglio indirizzarlo ad
imbastire un'indagine approfondita sul traffico di donne. Il commercio e
la schiavizzazione di essere umani appare più grave del commercio di
stupefacenti.
Per
questo, è giunta l'ora di dire chiaramente che la clandestinità non
rappresenta un diritto inviolabile dell'uomo che, come tale, vada non
solo tollerata ma anche protetta; che lo stato, qualsiasi stato, ha il
diritto di conoscere 1' identità di chi si trova nel suo territorio e
che qualsiasi tolleranza o buonismo sotto questo profilo è criminogeno.
Appare
inevitabile la constatazione che s'ha quasi lo sgomento d'operare su
d'una materia costantemente rimaneggiata sull'onda spesso incalzante
d'innovazioni anche stravolgenti traguardi procedurali e sostanziali che
si pensavano definitivi. Nella mira dichiarata di portare a maggiore e
migliore e sollecita efficacia l'attività giudiziaria; ma con
introduzione di rimedi che, portati ad attuazione concreta, dimostrano
di spingere in direzione contrastante se non opposta.
Tutto
questo nella nostra realtà sociale che, si ripete anche quest'anno, è
permeata da tantissima delinquenza e vive una condizione di ben
superiore aggravamento per il confluirvi di delinquenza straniera perché
questa dimostra di sapere discernere dove dirigersi: là dove il suo
operare è più comodo per legislazione permissiva e per facilità di
tenerla in non cale anche a livello esecutivo.
|