LA CROCE DI CRISTO: SCANDALO PER I GIUDEI E FOLLIA PER I PAGANI!

RISCOPRIAMO E VIVIAMO RADICALMENTE LA NOSTRA FEDE.

 

 

Sono assolutamente d’accordo con i contributi di Mario Cicala e di. Mario Altobello.  Il dibattito su questo tema non può che far bene al mondo cattolico ed al processo di accrescimento della nostra (talvolta, poca) fede.

 

Ritengo tuttavia che la polemica in atto debba anche essere motivo di riflessione interna per noi cristiani ovvero motivo di un serio esame della statura della nostra fede.

 

La persecuzione è infatti un momento privilegiato della vita del cristiano nella quale egli è chiamato a dare ragione della propria speranza.

 

Prevengo l’obiezione del mondo laico a questa mia considerazione. L’espressione “persecuzione” da me usata è assolutamente esagerata. Forse sì, ma è altrettanto vero che le reazioni talvolta scomposte ed intolleranti della cultura laica evidenziano un fastidio, una acredine ed un desiderio di eliminazione del pensiero cristiano dalla vita quotidiana.

 

Lo stesso Gesù Cristo non aveva profetizzato una vita facile per sé  e per i suoi discepoli (… e per noi!) allorché metteva le cose in chiaro dicendo che “le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” (Lc. 10,58).

 

Non c’è quindi molto da stupirsi  (e, comunque, è bene parlarne) del fatto che anche dopo la sua morte in croce egli sia perseguitato e deriso e … non trovi una parete dove riposare crocifisso.

 

“Scandalo per i giudei e follia per i pagani” (1 Cor. 1,23)! E’ questo il motivo dell’odio del mondo laico per il crocifisso, la cui visione disturba, interroga e in qualche modo ne turba l’equilibrio faticosamente difeso.

 

Vorrei però spostare l’obiettivo del nostro dibattito all’interno del mondo cristiano.

 

Il Crocifisso è stato tolto dalle scuole, dai tribunali e dai locali pubblici. Ma la cosa ancora più triste è un’altra. Il Crocifisso è stato tolto (o forse non riappeso) dalle nostre stanze da letto, dai nostri studi, da noi stessi che ci professiamo “cristiani”.

 

Allora forse, sotto questo diverso profilo, la soluzione è un’altra.

 

Occorre un riscoperta del nostro battesimo, della nostra fede che ci porti ad incarnare realmente nella nostra vita quotidiana i “virus contagiosi” del cristianesimo: l’amore (fino alla morte di croce) e l’unità. “Guardate come si amano!” dicevano affascinati e sorpresi i pagani che si convertivano al cristianesimo. Sono questi i valori che lungo i secoli hanno diffuso il cristianesimo dalla Palestina in tutto il mondo.

 

Uscendo dalle nostre paure, dalle nostre ipocrisie, dai nostri compromessi e vivendo radicalmente la nostra fede cristiana potremo ridare speranza all’uomo moderno, ai giovani, ai nostri figli.

 

Non mancano nella Chiesa percorsi di formazione per la nostra fede, itinerari che ci aiutino a scoprire, riscoprire e vivere comunitariamente la nostra vita cristiana.

 

Il popolo di Israele è uscito dall’Egitto in carovana e noi non possiamo pretendere di camminare nel deserto da soli! Il “fai da te” non fa parte della vita cristiana, che necessita di una iniziazione e una formazione comunitaria.

 

Sia benedetta, quindi, la polemica innescata dalle dichiarazioni della Moratti se sarà per il mondo cristiano uno stimolo alla riscoperta  e ricupero dei valori cristiani veri, autentici, effettivi che potrebbero altrimenti restare nascosti, sopiti e quasi diluiti nella vita ordinaria.

 

E’ comunque sicuramente esagerata e scomposta la reazione della cultura laica e delle altre religioni all’invito a riappendere il crocefisso nelle scuole, nei tribunali e nei locali pubblici. Personalmente non mi sentirei affatto offeso dalla presenza nei locali pubblici di segni distintivi delle altre religioni. 

 

Ma la reazione intollerante del mondo politico era prevedibile. La crisi della politica è sotto gli occhi di tutti. L’ideologia è sempre più estranea alla politica, ridotta a semplice “tecnica del raggiungimento del potere”. Alleanze trasversali, compromessi e tradimenti dei valori che sono alla radice del consenso ottenuto dagli elettori sono esperienze quotidiane. Il mondo politico è sempre più in preda a “schizofrenia da voto” cosicché anche esponenti del mondo cattolico, intervenendo nella polemica che ci occupa, hanno espresso opinioni reticenti e “bipartisan” (orribile termine in uso nella politica) per non dispiacere i propri potenziali elettori.

 

La “torre di Babele” (a chi legge non sfuggirà il richiamo allegorico)  non è certo il luogo ideale per parlare della Croce Gloriosa del Signore Risorto!

 

Conclusivamente, coraggio cari fratelli cristiani, “chiodo e martello”! … e riappendiamo il crocifisso nelle nostre stanze per contemplarne la grandezza morale e chiedere al Padre di farci suoi imitatori!

 

Roma, 6 ottobre 2002

 

   

                                                                                                   Avv. Paolo Voltaggio