Benito Perrone, Avvocato cattolico oggi, in Justitia 1999, 313

L’avvocato deve essere pronto a denunciare ogni norma contraria alla morale e a non prestare collaborazione alla legge ingiusta.

Sappiamo, in proposito, che fra i casi di norme confliggenti con la legge morale, oltre al divorzio e all'aborto, saranno probabilmente annoverate - fra non molto tempo - nuove norme in materia di famiglia, maternità, adozione, fine della vita umana etc. etc....

La grande risorsa di cui si dispone è probabilmente l'obiezione di coscienza, per l'esercizio della quale gli avvocati cattolici hanno certamente costi meno alti da pagare rispetto al giudici e ai funzionari pubblici che da cattolici intendessero contrapporsi anch'essi all'ordinamento.

Occorre, inoltre, pensare d' adoperarsi tutti i mezzi i disposizione, perché tutti coloro che si oppongono a una legge ingiusta non debbano sopportare conseguenze ingiuste.

La battaglia che si può prevedere è dunque nella direzione di ottenere che ogni qual volta sia richiesto l'ordinamento giuridico riconosca, sancisca e protegga l'obiezione di coscienza, come diritto personale nativo e inalienabile.

Probabilmente, occorre anche ripensare se sin qui abbiamo o non abbiamo saputo praticare un'effettiva opposizione alle leggi ingiuste vigenti (penso al divorzio e all'aborto);

 

 

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