MARIO FERDINANDI

dell' Avv.to Antonio Bolletta in "La voce",  Perugia  19 gennaio 1996

 

Mario nasce a Todi (PG) in rione Borgo Nuovo da Marino e Maria Ferrotti il 27 gennaio 1916. 

In seguito alle ferite riportate in guerra il padre muore quando Mario ha otto anni; la mestizia nella quale si ritrova la famiglia non mortifica la sua vivace intelligenza maturandolo, invece, negli affetti e nell'impegno per lo studio. 

Frequenta il ginnasio nel Seminario Vescovile di Todi e il liceo classico statale "Mariotti" di Perugia quale alunno del convitto salesiano "Penna Ricci", distinguendosi sempre per comportamento, pietà e risultati scolastici. 

Conseguita in due anni la maturità classica a pieni voti, nel 1933 si iscrive a Roma  alla facoltà di Giurisprudenza e nel 1937 si laurea con 110 e lode a soli 21 anni. 

Vincitore di due concorsi, è Vice Commissario Aggiunto di Pubblica Sicurezza nella Questura di Macerata; nel 1939, superato il concorso per la magistratura, è nominato Uditore al Tribunale di Roma. 

Nel 1940, allievo ufficiale a Spoleto nel 52° Reggimento Fanteria, viene colpito da un tremendo dolore: la morte improvvisa, a 27 anni, della sorella Teresa, insegnante di Lettere nel ginnasio di Todi, oggi anche lei Serva di Dio. 

Come sottotenente partecipa nel 1940 alle operazioni sul fronte occidentale e nel gennaio 1941, pronto ad imbarcarsi per l'Albania, viene ricoverato febbricitante nell'Ospedale Militare di Bari senza il riconoscimento della pleurite che poi, troppo tardi, sarà diagnosticata. 

Dimesso, completa il periodo di Uditore di Tribunale e viene nominato Pretore a Norcia dove rimane per due anni, svolgendovi (nulla di nuovo sotto il sole) anche le funzioni di cancelliere e di ausiliario essendo la sua pretura sprovvista di personale, sobbarcandosi spesso ad ispezioni onerose in un territorio freddo ed impervio.   Inoltre, il suo rigore morale gli impediva di attingere al "mercato nero", fiorente in quella zona di montagna, con grave pregiudizio per la sua salute.

Nel 1945, per concorso vinto e per i numerosi meriti acquisiti, viene nominato Giudice nella Sezione Penale del Tribunale di Perugia. 

A Perugia, per le complicazioni della malattia, presente la mamma Maria, muore il 7 luglio 1946. Aveva trent'anni.

 

La salma di Mario fu trasportata a Todi, nella Basilica Cattedrale, sua Parrocchia, presente il Vescovo Mons. Alfonso Maria De Sanctis. Attualmente le sue spoglie riposano nel Santuario della Madonna del Campione in Todi, accanto a quelle della sorella Teresa, anch'essa serva di Dio.

 

 

Iscritto giovanissimo all'Azione Cattolica di Todi, Mario ne fu l'animatore instancabile; ammiratore entusiasta di Pier Giorgio Frassati, oggi Beato, lo additò ad esempio di testimone coraggioso dei valori del Vangelo. 

Studente universitario aderì a Roma alla F.U.C.I. e alle Conferenze di S.Vincenzo; a Todi ebbe l'incarico del Segretariato delle attività sociali. 

A Todi nel 1943 fondò e animò il gruppo dei Laureati di A.C. per il quale, con la generosità del suo carattere e fortemente convinto della responsabilità dell'uomo di cultura nella Chiesa e nella società, s'impegnò fino agli ultimi giorni e scrisse per gli amici del gruppo la relazione del primo triennio di attività, accolta nello sgomento della sua morte, come un testamento spirituale.

 

Ricco e costante nello zelo apostolico, Mario fu generoso indistintamente con tutti; ama­va fraternizzare con gli umili suscitando ovunque, con la giovialità del carattere, stima e ammirazione anche fra coloro che non avevano i suoi ideali di fede, attratti dalla sua forza entusiasta e persuasiva, ma rispettosa e priva di moralismi tediosi, sempre tradotta in coerenza di opere.

 

Nella commemorazione del magistrato Rosi Cappellani di Perugia, Presidente di Sezione di Corte d'Appello, leggiamo:

 

"Nell'esercizio della professione affascinò colleghi e superiori per l'intelligenza acuta, la preparazione giuridica, l'intuito rapido, l'equilibrio e l'obiettività, doti essenziali per ben amministrare la giustizia; nel giudizio dell'imputato rifulgeva la sua formazione cristiana tesa ad alleviare le sorti dell'imputato che, pur nel rispetto della legge, doveva essere aiutato a redimersi... Alle sue argomentazioni era difficile resistere. "

 

Padre Luigi Gasperoni, oggi Gesuita, amico di gioventù, ha scritto:

 

`Il tratto caratteristico della sua fisionomia spirituale fu la Fede: potremmo dire che Mario fu la Fede fatta persona, una Fede che non lo ha mai lasciato e che costituiva, anche nelle circostanze dolorose, e furono tante, la sorgente segreta della sua gioia interiore. La Carità, cioè l’ Amore che scaturisce dal cuore di Dio, caratterizza la vita di Mario con una pienezza mai invadente, permeata di delicato rispetto e di una costante giovialità mai offuscata dagli eventi. "

 

 

 

Leggiamo dagli scritti di Mario:

 

"La nostra.Speranza deve tutto attendere solo dalla bontà di Dio e quindi non dai nostri meriti che non ci sono e che, ammesso che ci fosse­ro, non è detto che debbano essere premiati nel tempo.

 

Bisogna sperare con una certa indifferenza prevedendo che se si effettuerà il contrario dello sperato, vuol  dire che questo è per il nostro meglio, e non l'altro ... Forse non tutti i giorni potranno essere sfavillanti di felicità, ma le circostanze esteriori non riusciranno a toglierci quel dominio delle cose che, fondato sulla fiducia in Dio, bisogna studiare di alimentare innanzi tutto. "

 

E ancora:

 

"La Comunione eucaristica spesso rinnovata supplirà tutte le manchevolezze, sopporterà tutti i pesi, tutti i dolori anche i più forti e la pace e la serenità traspariranno da ogni angolo della casa.

 

Il buon cristiano è sempre ottimista. "  

 

Ed uno scritto un poco più ampio: 

La professione come dovere

 

NOTIZIE SUL PROCESSO INFORMATIVO

 

SULLA VITA, VIRTÙ E FAMA DI SANTITÀ

 

DEL SERVO DI DIO MARIO FERDINANDI

 

Il 17 novembre 1979 la Sacra Congregazione per le Cause dei Santi ha rimesso al  Vescovo di Orvieto Mons. Decio Lucio Grandoni, che ne aveva fatto richiesta il 23 giugno 1977, il nullaosta ratificato e confermato da Sua Santità Giovanni Paolo II a procedere per il processo di beatificazione di Mario Ferdinandi.

11 1° giugno 1980 Mons. Vescovo promulga nella Basilica Cattedrale di Todi il Decreto di Indizione per la Causa di Mario Ferdinandi e insedia il Tribunale Diocesano per l'esame dei testimoni.

li 20 novembre 1983, festa di Cristo Re, dopo una solenne concelebrazione eucaristica in Duo­mo, la salma di Mario, con quella della sorella Te­resa, viene traslata dal Cimitero vecchio di Todi al Santuario della Madonna del Campione, dove i due fratelli sono visibilmente riuniti quale segno della comune beatifica sorte nella Patria celeste.

Il 9 settembre 2000  i volumi che raccolgono le sessioni degli interrogatori e tutti gli scritti del Servo di Dio Mario Ferdinandi e su di Lui sono stati sigillati durante una solenne liturgia presieduta dal Vescovo di Orvieto-Todi ed inviati alla Sacra Congregazione per le Cause dei Santi.

   

cfr.  Effemme mensile dei giovani della diocesi di Orvieto-Todi suppl. 4/1991

 

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