morti perche?

 

"Giudicando che la felicità è nella libertà e la libertà è nel coraggio, non guardate con ansia al pericolo che vi recano i nemici" 

(Tucidite, Epitaffio di Pericle)

A tutti,  o quasi, la vita appare un bene e la morte un male, anzi il sommo dei mali; quindi istintivamente regoliamo la nostra condotta in modo da allontanare il più possibile il momento della morte, anche tentando di sfuggirne il pericolo.

Tuttavia alcuni, in certi momenti, scelgono la morte, o accettano pericoli mortali cui potrebbero sottrarsi.

Questi atteggiamenti così "innaturali" perchè contrari alla "naturale" affezione alla vita, possono trovar radice in molteplici sentimenti; che appaiono raggruppabili in due filoni.

Talvolta colui che accetta il pericolo o la certezza della morte, ripudia la vita. Sceglie la morte. E' la scelta del suicida per disperazione, del drogato.. .

Talvolta invece chi affronta il pericolo sceglie la vita, cioè accetta di "spendere" il tempo della sua vita terrena in nome di una superiore "qualità della vita". Questa scelta può essere ispirata a ideali molto  differenti, che non sempre noi condividiamo;  quindi è logico che avvertiamo alcuni caduti più "vicini" di altri. 

Non ci appare cioè del tutto vero il motto niciano:  "è stato detto agli antichi: una buona causa rende santa la guerra. Ma io vi dico: una buona guerra rende santa qualsiasi causa". 

Tutti coloro che hanno speso la vita per un valore ci appaiano degni di ammirazione. Tuttavia -ad esempio- un cattolico avverte più "vicine" quelle madri che hanno accettato di morire per salvare la vita della creatura che avevano in seno, rispetto  a coloro che sono morti per rifiutare una trasfusione di sangue contraria al proprio credo.

E' dunque logico che in questo "sito" si ricordino in modo particolare i  caduti per la giustizia.  

 

ricordarli perchè?

Dice Quoèlet:

"ho visto empi venir condotti onoratamente   alla sepoltura; invece, partirsene dal luogo santo ed essere dimenticati nella città coloro che avevano operato rettamente" (8,10).

In effetti tutti sappiamo che le commemorazioni dei caduti segue   quasi sempre una parabola decrescente con lo scorrer degli anni, e sappiamo che questo è "naturale" perchè lo scorrer del tempo cancella il ricordo.

Ed allora: perchè operare per la "conservazione della memoria", con il rischio di apparire noiosi, o peggio, anchilosati sul passato,incapaci di dire qualcosa di nuovo ed attuale, esposti alla accusa di "speculare" sui caduti?.

Perchè noi non ricordiamo la loro morte come trapasso ad un mondo diverso, in cui non tutti credono, ma come atto di vita, come scelta consapevole di valori perenni ed attuali.

Qualcuno ha detto “infelice il popolo che ha bisogno di eroi”, o di martiri. ma certo ci appare più infelice il popolo che ne disperde il ricordo e l'insegnamento.

 

questo elenco non ha la pretesa della completezza, costituisce solo una traccia

abbiamo inserito il rinvio ad una "scheda" con qualche dato, qualche notizia ulteriore - mentre ci scusiamo per insufficienze ad incompletezze chiediamo, anche su questo tema,  aiuti e contributi di scritti e notizie

molte notizie biografiche di magistrati abbiamo tratto dal parere 108/1998 dell'Ufficio Studi del C.S.M.

(redatto da Ruggero Galbiati)

Alcuni erano avvocati, altri erano magistrati; alcuni erano giudici, altri pubblici ministeri, altri rivestivano incarichi al Ministero della Giustizia; alcuni  erano giovani, altri erano anziani, al vertice di una lunga carriera; alcuni erano progressisti, altri erano tradizionalisti.

 

Agostino Pianta Procuratore  della Repubblica di Brescia Assassinato il 17 marzo 1969 a Brescia

Pietro Scaglione, Procuratore  della Repubblica a Palermo Assassinato il  5 maggio 1971 dalla mafia a Palermo 

Francesco Ferlaino , Avvocato Generale della Repubblica a Catanzaro Assassinato il 3 luglio 1975 dalla criminalità organizzata a Catanzaro

 Francesco Coco, Procuratore Generale di Genova Assassinato il  8  giugno 1976 dalle brigate rosse a Genova

 Vittorio Occorsio, Sostituto Procuratore della Repubblica a  Roma Assassinato il  10 luglio 1976  dal “ordine nuovo” a Roma

 Fulvio Croce Presidente dell’ordine  degli Avvocati di Torino Assassinato il  27 aprile 1977  dalle brigate rosse a Torino

 Riccardo Palma , Ufficio prevenzione e pena, Assassinato il  8 luglio 1978  dalle brigate rosse a Roma

 Girolamo Tartaglione, Ufficio prevenzione e pena Assassinato il   10 ottobre 1978  dalle brigate rosse a Roma

 Emilio Alessandrini, Sostituto Procuratore della Repubblica a Milano Assassinato il  29 gennaio 1979 dalle brigate rosse a Milano

 Nicola Giacumbi, Procuratore della Repubblica di Salerno Assassinato il  16 marzo 1979 dalle brigate rosse a Salerno

 Girolamo Minervini, Direttore Ufficio Prevenzione e Pena Assassinato il  18 marzo 1979 dalle brigate rosse a Roma

 Giorgio Ambrosoli,  Avvocato e commissario liquidatore di una importante banca Assassinato il 12 luglio 1979 dalla criminalità organizzata in Milano

 Cesare Terranova, Consigliere Istruttore di Palermo Assassinato il 24 luglio  1979 dalla mafia a Palermo

 Fedele Calvosa, Procuratore della Repubblica di Frosinone Assassinato il   13 novembre  1979 dalle formazioni comuniste combattenti a Frosinone

 Mario Amato, Sostituto Procuratore della Repubblica a  Roma Assassinato il   21 novembre 1979 da “ordine nuovo” a Roma

 Guido Galli, Sostituto Procuratore della Repubblica a Milano Assassinato il  19 marzo 1980 dalle brigate rosse a Milano

 Gaetano  Costa, Procuratore  della Repubblica a Palermo Assassinato il   5 agosto  1980  dalla mafia a Palermo

 Bruno Caccia, Procuratore della Repubblica di Torino Assassinato il 26 giugno 1983 dalla criminalità organizzata a Torino

 Gian Giacomo Ciaccio Montalto, Sostituto Procuratore della Repubblica di Trapani. Assassinato il   13 gennaio  1983  dalla mafia a Trapani 

Rocco Chinnici, Consigliere Istruttore di Palermo Assassinato il  29 luglio 1983 dalla mafia a Palermo  

Alberto Giacomelli, già presidente di sezione del Tribunale di Trapani, Assassinato il 14 settembre 1988 a Marsala dalla mafia

 Antonino Saetta, Presidente della Corte d’Assise di Caltanissetta. Assassinato, con il figlio Stefano, a Canicattì il  26 settembre 1988  dalla mafia

 Rosario Livatino, Giudice del Tribunale di Agrigento. Assassinato il 21 settembre  1990 a Agrigento dalla mafia

Antonio Scopelliti, Sostituto  Procuratore Generale della Corte di Cassazione Assassinato il   13 agosto 1991 a Reggio Calabria dalla mafia

 Giovanni Falcone, Direttore Generale degli Affari Penali Francesca Morvillo, Giudice del Tribunale di Palermo Assassinati il 23 maggio  1992 dalla mafia a Palermo

 Paolo Borsellino, Procuratore aggiunto della Repubblica a Palermo Assassinato il 19 luglio 1992 dalla mafia a Palermo

 Luigi Daga, direttore dell'Ufficio Studi e Ricerche del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, deceduto in Roma il 17 novembre 1993, a seguito di attentato subito al Cairo

ci è parso giusto inserire anche il ricordo di alcuni gravissimi episodi criminosi che solo casualmente non si sono conclusi con la morte della vittima

Magistrati rapiti:

Giuseppe Di Gennaro, Ufficio Prevenzione e Pena

Giovanni D’Urso, Direttore Ufficio Prevenzione e Pena

Mario Sossi, Sostituto Procuratore Genova

 

Magistrati sfuggiti miracolosamente a gravissimi attentati

Marcello Maddalena, Giudice Istruttore Tribunale Torino

Carlo Palermo, Giudice Istruttore Tribunale di Trapani

Marina Ponzetto, Pretore di Torino

Giovanni Selis, Pretore di Aosta    

 

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