|
Silvano Berti
Segretario dell’ Organismo Unitario della Avvocatura Italiana
Pubblicato su Il Tempo del
24 settembre 2000
L'opinione pubblica conosce
poco dell'Avvocatura Italiana quale soggetto politico ed ignora che gli Avvocati
Italiani attraverso le proprie rappresentanze istituzionali ed associative
lottino quotidianamente per l'affermazione e la difesa dei diritti di libertà
del cittadini.
Gli Avvocati oltre a
svolgere un'opera fondamentale nella giurisdizione e fuori di essa per il
rispetto del principio di legalità riescono attraverso le proprio strutture ad
essere costanti interlocutori del Governo e delle forze politiche per evitare
che i diritti dei cittadini vengano limitati e soprattutto che vengano ridotte
le forme di tutela degli stessi. Purtroppo
maggiore attenzione viene rivolta dalla stampa a quel pochi casi nei quali la
figura dell'Avvocato viene coinvolta in vicende poco chiare o in attività
criminose o spettacolari che poco hanno a che fare con il ruolo proprio della
professione forense. Pochi casi che
non dovrebbero intaccare il valore di quel ruolo fiduciario di vera e propria
intermediazione sociale che vede la categoria forense al centro dell'ordinamento
civile nelle sue varie articolazioni, economiche, culturali e sociali.
'Proprio per far emergere
ancor di più questa grande forza d'interlocuzione, gli Avvocati Italiani negli
ultimi Congressi Nazionali, con un percorso democratico limpido ed articolato,
hanno creato un Organismo di rappresentanza Unitaria che sintetizza
all'interno di una assemblea le varie rappresentanze dell’Avvocatura,
Ordini circondariali ed Associazioni.
In pochi anni, l’ OUA
Organismo Unitario dell’Avvocatura, ha saputo imporre la propria presenza
politica ottenendo rispetto ed attenzione soprattutto per la capacità
dimostrata di equilibrio nella determinazione.
Le posizioni espresse dall'
OUA non sono le idee dì pochi o la superficiale attenzione di alcuni ma sono il
frutto di studio ed analisi con attenzione ai processi di modernizzazione del
nostro Paese che rendono ormai ineludibile una trasformazione del sistema
Giudiziario per renderlo efficiente ed attuale nel rispetto delle garanzie.
I giornali nel commentare
alcune vicende all'interno del Consiglio dell'ordine di Roma hanno messo in
correlazione le stesse con l'Assemblea di approvazione del bilancio di Lunedì
25 occasione nella quale dovrà
essere (è stata ndr) decisa anche la materiale erogazione del contributo
annuale che deve essere versato all'OUA.
Le due questioni non
dovrebbero avere alcun collegamento e sono il tentativo di spostare su un piano
che è strettamente politico fard amministrativi privi di alcuna possibile
connotazione ideologica. La verità è che chi propone che l'Ordine di Roma non
partecipi finanziariamente alla rappresentanza politica unitaria
dell’avvocatura Italiana propone una scelta di estraneità della categoria
alla presenza nella elaborazione politica del settore, contestando un modello
partecipativo dialettico, non notabilare.
E’ una impostazione vecchia, modesta e priva di alcun spessore
culturale e d'impegno sociale. L’
Avvocatura Romana ha già scelto nelle Assemblee preposte di voler esserci, di
voler contare e di battersi per un modello di rappresentanza che renda tutta la
categoria protagonista nel processo e nella Società.
L'auspicata
grande partecipazione dei colleghi romani impedirà queste manovre e
consentirà a chi è impegnato In prima linea di continuare a dedicarsi alle
questione concrete ed al tanti obiettivi che dobbiamo raggiungere.
|