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documenti sui
problemi della magistratura
La
ANM
E’ l’associazione unitaria cui aderisce circa il 90%
dei 9000 (circa) magistrati ordinari (giudici civili, giudici penali, pubblici
ministeri). E' stata fondata nel 1944 a Roma ricollegandosi alla
Associazione Generale dei Magistrati sciolta nel 1924 dal regime fascista.
Non esistono attualmente altre associazioni dei magistrati ordinari.
La Unione Magistrati Italiani (UMI), uscita dalla ANM il 7 gennaio 1961 vi
è rifluita nel dicembre 1979. Il Sindacato Nazionale Magistrati costituito nel
1980 non svolge più da anni alcuna attività.
I giudici del Consiglio di Stato, dei TAR, della
Corte dei Conti, della Magistratura Militare hanno proprie associazioni
(federate con la ANM nel “Coordinamento intermagistrature”)
Sono organi centrali della ANM la Assemblea, il
Comitato Direttivo Centrale, la Giunta Esecutiva Centrale, il Presidente, il
Segretario Generale.
In tutte le città sede di Corte d’Appello ed in
Cassazione sono costituite sezioni distrettuali della ANM, in quasi tutti i
tribunali è costituita una sottosezione.
All’interno della ANM esistono quattro gruppi o “correnti” (Unicost,
Magistratura Democratica, Magistratura Indipendente e Movimento per la
Giustizia) che hanno loro rappresentanti (scelti con il metodo proporzionale)
all’interno del CDC (36 componenti; attualmente così divisi 14 di Unicost, 10
di MD, 8 di MI, 4 del Movimento per la Giustizia).
Il CDC elegge al suo interno il
Presidente, il Segretario Generale e la Giunta (9 componenti).
La ANM stampa un proprio “Bollettino” e la
rivista “La Magistratura”.
Dal 1972 i gruppi appartenenti
alla Associazione Nazionale Magistrati eleggono tutti i 20 componenti del
Consiglio Superiore della Magistratura scelti dai magistrati. Solo due volte,
nel 1976 e nel 1986 è stato eletto un componente magistrato del CSM non
iscritto all'ANM (nel 1976 nell'UMI, nel 1986 nel Sindacato dei
Magistrati).
un
cenno di storia delle associazioni dei magistrati
Non è certo questa la sede per descrivere le vicende storiche
delle “correnti” dei magistrati. Basterà un cenno (cenni più ampli sono in
altro scritto)
All'interno della ANM esistono dagli anni '50 le
"correnti", cioè organizzazioni che svolgono la loro azione
all'interno della ANM, concorrendo ad eleggerne gli organi direttivi.
Prima e originaria “corrente” fu “Terzo Potere”
che raccoglieva pressochè tutta la
“bassa magistratura” (pretori, giudici di tribunale, sostituti procuratori)
e che conquistò nel 1959 la guida
della Associazione Nazionale Magistrati, strappandola all’ “alta
magistratura” (capi degli uffici, Consiglieri di Cassazione).
La ANM assunse così a suo fondamento ideale il principio della
pari dignità di tutte le funzioni giudiziarie e perciò dell'abbattimento della
carriera. In altre parole la destinazione a funzioni "superiori"
(corte d'appello, Cassazione) non deve comportare l'acquisizione di uno status superiore o di un migliore
stipendio.
Il 7 gennaio 1961, l' "alta
magistratura" -che non condivideva questa impostazione ed intendeva
difendere le promozioni - uscì dall’ANM fondando l’Unione dei
Magistrati Italiani, cui aderì anche un certo numero di giovani magistrati
tradizionalisti. L'UMI non riuscì però a impedire la evoluzione delle leggi sull'ordinamento giudiziario avvenuta
con
le "famose" leggi "Breganze" (25 luglio 1966, n. 570 sulla
nomina a magistrato di Corte d'Appello) e "Breganzone" (20 dicembre
1973, n. 831, sulla nomina a Magistrato di Cassazione) che hanno abolito esami e
scrutini prevedendo promozioni (ad
essere precisi, aumenti di stipendio) “a ruolo aperto”, cioè in
numero eccedente rispetto ai posti effettivamente disponibili.
Ne
è conseguita una
riforma anche della composizione e del sistema di elezione
del Consiglio Superiore, fondata
sul principio del pari valore di ogni voto e perciò sulla prevalenza nel
Consiglio dei componenti eletti dai giudici di merito, che sono di gran
lunga più numerosi dei giudici di Cassazione.
Paradossalmente l’uscita dell’ “alta magistratura” invece
di indebolire la componente tradizionalista dell’ANM, la rafforzò. Liberati
dall’accusa di essere “succubi dei capi” i giovani tradizionalisti
fondarono nel 1962-1963 “Magistratura Indipendente”
, che divenne in breve tempo l'antagonista naturale di Magistratura
Democratica (nata nel 1964), e il gruppo di maggioranza relativa dell’ANM,
mantenendo questo primato fino al
1981, quando fu “sorpassata” da Unità per la Costituzione
(www.unicost.2000c.net).
L’UMI non riuscì
mai a superare il 7-8% dei magistrati; ma conservò fino al 1972 una forte
rappresentanza nel Consiglio Superiore della Magistratura, in quanto deteneva la maggioranza nella Corte di
Cassazione (che eleggeva 6 componenti del CSM su 14). I mutamenti della legge
elettorale ispirati al principio “un uomo un voto” tolsero il primato alla
Cassazione e la ragion d’essere all’UMI che nel 1972 non elesse alcun
componente del CSM. Quindi, pur avendo ancora nel 1976 - con il sistema
proporzionale- conquistato 509 voti
e un seggio al CSM, si sciolse e
rifluì nella ANM prima delle elezioni per il CSM del 1981.
Magistratura Democratica
(www.magistraturademocratica.it) nasce
nel 1964 come espressione di una parte dell’ala
“progressista” o "di sinistra" della magistratura (ma
numerosi progressisti preferirono restare in Terzo Potere).
La svolta di Magistratura Democraticae e della ANM fu segnata da un ordine del
giorno approvato, sembra distrattamente, da una assemblea di corrente il 30
novembre 1969 a Bologna, ed in cui si criticavano alcune iniziative giudiziarie
per reati “di opinione”. La reazione di gran parte dei magistrati indusse
l’ala più moderata di MD, guidata da Beria d’Argentine, ad uscire dalla
corrente fondando il movimento “Impegno Costituzionale” (e la rivista
Giustizia e Costituzione).
“Impegno Costituzionale” si fuse poi con la sinistra di Terzo
Potere dando luogo a “Terzo potere-impegno costituzionale” che con la
denominazione "Unità Associativa" conquistò circa il 15% nelle
successive elezioni del luglio 1970, in cui Magistratura Democratica si
dimezzò scendendo dal 27 al 13,5%;e Magistratura Indipendente salì dal 40 al
45%. .
Dalla fusione fra “Terzo potere-impegno costituzionale” e la, assai
consistente, parte residua di Terzo Potere (conquistò il 25% dei voti nel 1970)
è nata nel 1980 la odierna corrente
di Unità per la Costituzione, che strappò nel 1981 a Magistratura Indipendente
la maggioranza relativa e tuttora la detiene saldamente, anche dopo aver
perso (nel 1990) la sua ala sinistra che ha costituito il “Movimento per la
giustizia”, forte di circa il 10-15% di voti, comunemente indicato come dei “Verdi” (dal colore del manifesto
con cui si costituirono; http//web.tiscalinet.it/inmovimento/).
Una parte di "Terzo Potere" nel 1980 non aderì a
Unità per la Costituzione e fondò il Sindacato Nazionale Magistrati
(uscendo addirittura dalla ANM), ma nelle elezioni del 1981 non ottenne alcun
seggio al CSM ; lo ottenne poi nel 1986 (con circa il 6% dei voti), ma andò declinando e dal 1991 non
ha più dato segni di esistenza.
R.
Ricciotti, La giustizia in castigo,
Roma, 1969, Volpe editore. A cura del medesimo A.
si veda la raccolta di testi
su "Ideologie della magistratura", Firenze 1980
A.
Pizzorusso, L'organizzazione della giustizia in Italia, Torino, 1990
Molto interessante è anche la lettura dello scritto di G.
Mammone, 1945-1969, Magistrati, Associazioni e Correnti nelle pagine de “La
Magistratura”, pubblicato su
“La Magistratura”, disponibile in estratto presso la ANM ed in questo
sito.
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