Però teniamo presente questo: se concepiamo il
sistema di verifica della professionalità come una serie di esami per
avere i migliori, possiamo francamente dire che perdiamo tempo; i
migliori li abbiamo già, modestia a parte. Infatti nell'attuale sistema
abbiamo piazzato un esame griglia all'inizio della carriera, che già
seleziona i migliori laureati in giurisprudenza. Il problema, se
vogliamo migliorare il servizio giustizia, è di diffondere le tecniche
migliori. Il che non è semplice in un mondo come il nostro, fatto di
secchioni che ritengono sempre di avere escogitato il meglio sulla
piazza. Si tratta quindi non di scegliere i migliori ma di scegliere le
tecniche migliori e di incentivarne l'adozione. La stirpe umana ha
progredito essenzialmente copiando modi di fare. Il sistema della
qualità totale si basa essenzialmente su questo e non a caso è stato
inventato, anzi reinventato, da quei gran copioni che sono i giapponesi.
Non abbiamo bisogno di super secchioni, ma abbiamo bisogno di una
maggioranza di addetti che utilizzi le tecniche migliori, non per averle
inventate, ma per averle apprese/copiate. Non bisogna colpevolizzare chi
non sa ripetere a memoria le solite fregnacce professorali, ma chi non
ha adottato le tecniche migliori che gli erano state spiegate in modo
che le potesse del tutto agevolmente copiare. Vedi che diversità di
prospettiva, eh?