Il 9 giugno 1996 il <Sole 24 Ore-Domenica> ha pubblicato il Manifesto
di bioetica laica, un documento che ha dato luogo a un vasto
dibattito pubblico di cui tuttora si sentono gli echi. Il testo del
Manifesto - insieme ad altri due documenti: <Identita' e statuto
dell'embrione umano>, del Comitato Nazionale per la Bioetica, e <I
diritti dell'uomo e la biomedicina>, della Convenzione del Consiglio
d'Europa - e' ora pubblicato nel volume a cura della Commissione
nazionale per la parita' e le pari opportunita' tra uomo e donna (a
cura di I. Rauti, P. Siliprandi, Dipartimento per l'informazione e
l'editoria, tel. 06-85981) intitolato Questioni di bioetica. La
sterilita' e la procreazione medicalmente assistita.
Il Manifesto non affrontava direttamente ne' questo ne' altri
argomenti specifici: volutamente si limitava a enunciare una serie di
principi laici (autonomia, equita', pluralismo morale, liberta'
religiosa) su cui ci si sarebbe potuti aspettare una convergenza che
andasse al di la' delle divisioni tra singole visioni morali o
religiose. Tuttavia, era chiaro fin dall'inizio che era proprio sui
problemi concreti che una coerente visione laica avrebbe potuto
misurare meglio la propria portata e la propria eventuale efficacia.
Il tema della procreazione assistita (anche se non e' certo il
problema principale di cui si occupa la bioetica) e' dunque un
importante banco di prova, ed era del resto gia' piu' volte affiorato
nel corso del dibattito (un dibattito che, continuamente aggiornato,
e' disponibile in Internet:
http://www.symbolic.parma.it/bertolin/manifest.htm, un indirizzo
attraverso il quale si accede facilmente ai piu' interessanti siti di
bioetica).
Il documento pubblicato in questa pagina, redatto, nello spirito del
Manifesto, da Cinzia Caporale (bioeticista dell'Universita' di Roma),
Armando Massarenti (giornalista del <Sole-24 Ore>), Angelo M. Petroni
(epistemologo dell'Universita' di Bologna) e Stefano Rodota'
(giurista e presidente dell'autorita' per la difesa della privacy),
e' inteso a rilanciare una discussione pubblica che ci auguriamo
vivace e pluralistica. Lo spirito e' quello costruttivo di allora. Vi
viene espressa, in positivo, una posizione chiara e riconoscibile,
ispirata a principi espressi esplicitamente e senza ambiguita', nella
convinzione che solo in questo modo il dialogo e la critica sono
possibili. La speranza e' ovviamente anche quella di raccogliere
numerosi consensi. Si e' cercato, anche questa volta, di identificare
quei principi e valori che tutti, credenti e no, dovrebbero
condividere, per favorire uno svolgimento maturo e civile della
discussione pubblica in vista dell'assetto giuridico che la materia
dovra' ricevere. Si e' cercato anche di fugare una volta per tutte
certi fraintendimenti che rendono il dialogo impossibile, primo fra
tutti quello, davvero incredibile, che vede nelle espressioni della
cultura laica una corrente omicida e contraria alla vita.
Al di la' dei contenuti del documento, senz'altro discutibili, come
qualunque posizione teorica che sia espressa con chiarezza, e che
appunto si offrono spontaneamente al fuoco della critica, lo scopo e'
di mostrare l'utilita' stessa di una discussione pubblica libera e
aperta su temi che riguardano tutti i cittadini e che non possono
essere interamente delegati agli 'esperti', veri o presunti. I
problemi etici e bioetici non si prestano per loro natura a soluzioni
univoche e dogmatiche. Mostrare a tutti che esistono zone grigie
della verita' morale, e che il pluralismo etico, nelle societa'
moderne, e' sia un fatto che un valore, e' gia' di per se'
un'affermazione dell'atteggiamento laico che va oltre il fatto di
avere ragione, qualche volta, sulle soluzioni che si propongono.
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