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Primo, rispetta i valori altrui
La storia della bioetica, una disciplina nata meno di trent'anni fa e
che affronta i dilemmi creati dai progressi della medicina, e' la
storia di un'etica laica. Dove per laica si intende non dogmatica, e
non necessariamente antireligiosa. Il <Manifesto> che qui proponiamo
al giudizio e alla riflessione dei nostri lettori e degli uomini di
cultura, da cui ci aspettiamo numerose adesioni, e' stato pensato a
partire da questa semplice constatazione.
La laicita' della bioetica e' nei fatti. La bioetica e' laica, e non
puo' non esserlo, per sua stessa costituzione: per la natura stessa
dei problemi, spinosissimi, di cui si occupa. Aborto, fecondazione in
vitro, 'maternita' per procura', ingegneria genetica, eutanasia sono
tutti temi sui quali nessuno, in una discussione pubblica e
democratica, puo' pretendere di avere l'ultima parola. Ne' la
legislazione puo' darla agli uni piuttosto che agli altri. Per ogni
posizione a favore di una certa soluzione, per quanto ben
argomentata, ne esiste una contraria altrettanto efficace. E il
disaccordo riguarda scelte di valore magari opposte ma ugualmente
legittime.
La bioetica e' laica per questo: perche' presuppone l'idea di un
pluralismo di valori, ugualmente ultimativi e ugualmente legittimi, a
cui si accompagna il pluralismo dei gruppi e degli individui che ne
sono portatori, siano o non siano essi credenti. Sulla soluzione di
quei problemi, in Italia, i cattolici sono divisi tra loro come lo
sono i laici. La bioetica e' laica proprio perche' la sua storia e'
fatta di un continuo confrontarsi di diversi approcci religiosi e di
diversi approcci laici.
E' a partire da queste premesse che gli estensori di questo documento
sono andati <alla ricerca dei principi>, nello spirito con cui il
compianto Uberto Scarpelli - nel 1987, in un numero monografico di
<Biblioteca della liberta'> - aveva posto la questione in Italia.
Alla sua memoria e' dedicato affettuosamente questo documento. Nella
speranza che saranno in molti a sottoscriverlo, o almeno a criticarlo
costruttivamente (fax 011- 7495796), e che esso contribuira' ad
avvicinare due mondi - quello laico e quello cattolico - che, in
Italia, rischiano continuamente di fraintendersi. Due mondi che,
invece, sui principi qui proposti potrebbero almeno trovare un
terreno comune per condurre costruttivamente una discussione pubblica
che si fara' ogni giorno piu' pressante.
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