|
sintesi redazionale
Secondo "l'A. le questioni bioetiche hanno fatto affiorare in alcune
societā contemporanee progredite a ordinamento liberale, che sembravano aver
raggiunto un buon equilibrio etico, conflitti profondi"; ponendo
in crisi il principio in precedenza accettato secondo cui
"la
spartizione del potere tra le ideologie si decide con il voto o con gli
strumenti della politica, e le fedi religiose si predicano, ma non si impongono".
Quando si č profilata la possibilitā di legalizzare
l'aborto invece coloro che lo hanno ritenuto illecito ne hanno fatto una
questione morale e hanno preteso di imporre le proprie preferenze a concittadini del tutto
estranei.
Qualcosa del genere č accaduta anche per le regole relative alla morte:
si pretende "che tutti i cittadini
considerassero la vita un bene indisponibile, in fondo un dono di Dio, anche da
parte di chi in Dio non crede".
Per uscire da questa situazione, secondo l'A., bisognerebbe rinunciare a
richiamarsi a istanze superiori e a principi alti rinunciare a
porsi sotto l'egida di certezze morali.
|