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Un argomento
pastorale ineludibile
La
crescente presenza di musulmani nelle nostre terre ci induce ad annoverare
tra i temi non trascurabili della nostra vita ecclesiale anche
l'attenzione consapevole alla realtà islamica: un'attenzione serena e il
più possibile oggettiva, che non può ridursi alla sollecitudine
operativa di assistenza e di aiuto.
I
discepoli di Gesù avvertiranno sempre come un impegno doveroso l'azione
concreta di carità ovviamente a misura delle proprie effettive
disponibilità verso ogni essere umano che si trovi nel bisogno e
nella pena. Ma, particolarmente quando si tratta di musulmani,
pastoralmente questo non basta. Occorre che ci si preoccupi anche e
preliminarmente di acquisire una conoscenza non epidermica dell'Islam, sia
nei suoi contenuti dottrinali sia nelle sue intenzionalità e nelle sue
regole comportamentali.
Un piccolo strumento per una conoscenza iniziale
A
questo fine presentiamo questo piccolo strumento di informazione: è una
sintetica e lucida esposizione dell'argomento, che offriamo prima di tutto
ai sacerdoti, ai diaconi e a tutti
coloro che svolgono una funzione attiva nella vita ecclesiale; la
offriamo poi a tutti i credenti, che tra l'altro ne potranno trarre motivo
di confermarsi gioiosamente nella fede del Signore Gesù, Figlio
unigenito del Padre e unico
necessario Salvatore dell'universo; la offriamo infine a quanti hanno a
cuore i problemi emergenti del nostro tempo e vogliono muovere a occhi
aperti incontro al nostro futuro, e segnatamente ai responsabili della
vita pubblica italiana, che sono chiamati dalla storia ad affrontare con
saggezza e lungimiranza, con realismo e senza comprensioni ideologiche,
una serie di inedite difficoltà nella conduzione del nostro Stato.
Il dovere dei
nuovi arrivati di conoscere la realtà italiana
Veramente, prima della nostra opportunità di
conoscere le convinzioni, gli usi, la mentalità dei nuovi arrivati, c'è
il dovere morale dei nuovi arrivati di conoscere le convinzioni, gli usi,
la mentalità della popolazione nella quale essi chiedono di inserirsi. A
essi va chiesto che si accostino con rispetto e con animo aperto al nostro
mondo, come si conviene a chi arriva non in una landa deserta e
selvaggia ma in una cultura millenaria e in una civiltà di prestigio
grande e universalmente riconosciuto. In caso contrario, potrebbero a
giusto titolo essere accusati di quell'insensibilità e di quell'arroganza
verso il paese ospitante, che da più parti sono state rimproverate a un
certo tipo di colonialismo del passato.
Ma non ci dispiace dare il buon esempio. Del resto,
il testo che qui proponiamo che presenta in confronto dialettico
l'Islam e il Cristianesimo potrebbe riuscire utile anche agli
immigrati che vogliano cominciare a conoscerci sul serio.
Origine e
meriti dell'islamismo
Maometto compare sulla scena ben sei secoli dopo che
con la venuta dell'Unigenito del Padre, Gesù Cristo il lungo
discorso di Dio agli uomini, cominciato con Abramo, arriva al suo
definitivo compimento e l'iniziativa salvifica del Creatore raggiunge il
suo culmine.
Egli, riconosciuto dai suoi discepoli come «messaggero
di Dio» e destinatario dell'elargizione del Corano, si avvale nella sua
predicazione di quanto della Rivelazione ebraico- cristiana aveva potuto
conoscere e capire. La sua voce ha il merito, in un contesto dominato dal
politeismo, di proclamare con
grande energia l'unicità e l'assoluto
incontrastabile dominio dell'onnipotente Signore e Autore di
tutte le cose.
Il fascino dell'Islamismo per larga parte stava
appunto nell'evidente superiorità di questa proposta religiosa,
estremamente semplificata, su ogni culto idolatrico.
I casi di passaggio all'Islamismo
Questo spiega i casi di «conversione» all'Islam che
avvengono oggi tra i cristiani.
Nei nostri contemporanei ci sono molti «adoratori di idoli». Il vuoto di
verità e di senso, insito in molta parte della mentalità scettica così
diffusa in Europa, è vantaggiosamente riempito da una religione che
chiede solo un atto di fede in Dio, e sembra non possedere dogmi, misteri,
strutture gerarchiche, riti sacramentali. Si intuisce come quest'ultima
connotazione possa incontrarsi con le pregiudiziali laicistiche presenti
nell'animo di molti nostri connazionali.
Proprio questa povertà spirituale di molti uomini
del nostro tempo costituisce la premessa perché si guardi all'Islam come
a una plausibile alternativa all'assurdo e alla mancanza dì speranza che
insidiano una società che ha smarrito ogni riferimento certo e
trascendente.
Il cristiano non è affatto tentato dall'Islam
Ma
per chi è veramente cristiano, per chi si è donato al Signore Gesù con
tutto il suo essere, per chi ha assaporato la gioia di appartenere alla
santa Chiesa cattolica, per chi sa di essere destinato a partecipare al
destino di gloria del Crocifisso Risorto e a entrare nell'intimità della
Trinità augustissima, per chi ha accolto come norma totalizzante del suo
agire la legge evangelica dell'amore, quella di farsi musulmano è
l'ultima e la più improbabile delle tentazioni che gli possono capitare.
E
non già perché il Cristianesimo sia una religione migliore
dell'Islamismo: è semplicemente imparagonabile. E imparagonabile perché
non è soltanto una religione, ma è un fatto coinvolgente e deificante;
non è soltanto una comunicazione di idee, un insieme di precetti, una
pratica rituale: è una totale trasfigurazione della realtà umana che
progressivamente si assimila a Cristo, colui nel
quale «abita corporalmente tutta la pienezza della divinità» (Col 2,9)
ed è il compendio di ogni verità, di ogni giustizia, di ogni bellezza.
Si
capisce allora come non possa nascere in noi nessuna
paura dell'Islam e non si dia nessuna ansietà per una sua «concorrenza
religiosa». Le nostre preoccupazioni sono invece per quelli tra noi che
sventuratamente non conoscono più il «dono di Dio» e così sono esposti
a tutte le disavventure esistenziali.
Insufficienza
dell'approccio culturale
I nostri fratelli di fede e di ministero, che vivono
in paesi a maggioranza musulmana, ci mettono in guardia da un errore di
prospettiva, che potrebbe falsare totalmente il nostro giudizio: non ci si
deve limitare a un approccio puramente culturale dell'Islam.
Noi dobbiamo ascoltare con interesse quanto ci dicono
gli studiosi del movimento islamico nella sua origine, nella sua storia,
nella sua dottrina, nella ricchezza culturale che è fiorita tra le genti
musulmane. Ma dobbiamo ascoltare anche chi conosce e testimonia, per
esperienza diretta, il comportamento dei musulmani (dove la loro volontà
è determinante) nei confronti degli altri, la loro durezza nell'esigere
che ci si adegui alle loro norme di vita, la loro sostanziale intolleranza
religiosa quale è ampiamente documentabile per molti paesi, le loro
intenzioni di conquista (delle quali del resto non fanno nessun mistero).
Le più
evidenti incompatibilità
Ai nostri politici vorremmo ricordare il problema
della «diversità» islamica nei confronti del nostro irrinunciabile modo
di convivenza civile.
Essi non possono lasciare senza risposta pertinente
gli interrogativi che tutti gli italiani di buon senso si fanno: come si
pensa di far coesistere il diritto familiare islamico, la concezione della
donna, la poligamia, l'identificazione della religione con la
politica tutte cose dalle quali i musulmani non recedono, se non
dove non hanno ancora la forza di affermarle e di imporle con i princìpi
e le regole che ispirano e governano la nostra civiltà?
Ed è solo un parziale e piccolo elenco delle incompatibilità
con le quali bisognerà fare i conti.
Ci rendiamo ben conto della difficoltà dell'impresa:
chi ha il compito statutario di sciogliere questi nodi ha tutta la nostra
comprensione e l'aiuto della nostra preghiera.
Ringraziamento
Le pagine che qui presentiamo, già preparate in data
6 agosto, si devono alla competenza del dottor don Davide Righi, al quale
esprimiamo di cuore la nostra riconoscenza.
Gli sono grate in special modo le nostre comunità
cristiane, che certamente non lasceranno negletto e inoperoso questo
prezioso sussidio. È la nostra raccomandazione e la nostra viva fiducia.
Bologna,
27 novembre 2000
GLI
ARCIVESCOVI E I VESCOVI DELL'EMILIA
ROMAGNA
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