GLOBALIZZAZIONE E PARTECIPAZIONE

 

L’incontro sul tema “Globalizzazione e partecipazione” del 15  dicembre 2000, ha assunto una duplice portata: ha consentito una prima  analisi dei problemi della globalizzazione, ed ha anche fornito gli spunti per futuri approfondimenti.

Nella sua relazione introduttiva, Domenico Airoma ha sottolineato come oggi si debba parlare di “mercato globale” non solo nel senso che si tratta di un mercato di dimensioni mondiali, ma anche in quanto è un mercato che investe la globalità dei rapporti umani, ed ha cancellato la distinzione fra ambito giuridico ed ambito personale o morale.  Ad un sistema incentrato sul “possedere”, sulla proprietà, si è sostituito un sistema basato sui rapporti, il potere non lo ha chi più possiede ma chi domina le relazioni fra gli uomini.  Ciò rende ancor più difficile individuare chi siano i potenti, chi e cosa siano i “poteri forti”, di cui tanto si parla ma che nessuno indica;.

Muta anche i modi di essere del diritto. Abbiamo imparato che il diritto deve essere generale e stabile;  invece il diritto dei “signori dei rapporti” è mutevole e settoriale.

Da questa prima impostazione già scaturiscono tre problemi:

1)    chi sono i “signori dei rapporti” i “poteri forti” del terzo millennio?

2)    C’è qualcosa, ci sono aree che sfuggono alla globalizzazione e perciò al nuovo sistema di potere?

3)    Il nuovo ordinamento che nasce dal “mercato globale” ha  bisogno di un “nocciolo comune” di regole “forti”, di un “diritto naturale”.

La terza domanda indubbiamente è, ad un tempo, la più importante e la più antica.

Alle tesi “liberali estreme” secondo cui non vi è un diritto naturale composto da “valori in sé”, ma i valori sono creati dal consenso e con esso nascono e muoiono, si contrappongono liberalismi moderati secondo cui vi sono valori che si “riconoscono”,  non si creano con il consenso, quali il diritto alla vita, che costituisce il presupposto stesso dei rapporti giuridici.

Padre Joseph Joblin ha preso le mosse da queste ultime osservazioni di Domenico Airoma per osservare che la individuazione delle regole in base al consenso, alla opinione dei più, che costituisce certo la prima fase della individuazione delle regole, contiene già il germe di una seconda fase fondata sui valori in sé. Infatti ciascuno dei soggetti che cercano l’accordo, il consenso, la convergenza , parte da dei valori che costituiscono la base del suo agire. La elaborazione comune può quindi portare al compromesso fra posizioni diverse, ma anche alla constatazione dell’esistenza di valori accolti da tutti e presumibilmente oggettivi.

Da qui è sembrato che scaturisca un ulteriore filone di  lavoro: il confronto fra persone diverse per cultura e religione, alla ricerca di una conoscenza reciproca che consenta non solo di raggiungere  un valido modus vivendi, ma anche di fondare una comprensione effettiva e di identificare punti di riferimento accettati da tutti.

La tematica appare particolarmente urgente quando si apre un confronto con il considerevole numero di mussulmani che la globalizzazione della nostra società conduce a vivere in aree finora  popolate esclusivamente da cristiani. Ne deriva una difficile convivenza  con uomini e donne che si richiamano ad un “diritto di famiglia” diverso rispetto a quello  enunciato nel nostro codice civile,  che impostano i rapporti fra religione differenti secondo parametri fondati sulla superiorità anche giuridica del proprio credo; e quindi-ad esempio come ha sottolineato Federico Eramo- respingono il nostro sistema delle adozioni, che consente l’inserimento in una famiglia cristiana di un piccolo mussulmano.

E certo non si può dimenticare l’esigenza avvertita dai cristiani europei di sensibilizzare il mondo mussulmano invitandolo ad accordare –laddove è forza dominante- ai cristiani quei diritti che rivendica e ottiene ove invece è minoranza.

In ordine a questi temi è parso opportuno che  il percorso  di riflessione sia stabilito di mutuo accordo con gli interlocutori non cristiani; e che esso comporti una fase preliminare di reciproca conoscenza.

Un filone collaterale di riflessione è stato poi aperto da Federico Eramo che ha sottolineato come il fenomeno della globalizzazione non sia così  “nuovo”; la storia ha avuto continue oscillazioni fra modelli “universalistici”  (impero romano, sacro romano impero…) e tendenze particolaristiche, a lungo i dotti di tutto il mondo  europeo hanno parlato un’unica lingua (il latino) mentre mercanti e marinai del mediterraneo parlavano una “lingua franca” . Le nostre città portano nei nomi delle strade il ricordo di presenze di mercanti di ogni lingua e razza, compresi i mussulmani.

Qualcuno ha però obbiettato che se è vero che la tendenza all’universale è proprio di ogni uomo  e di ogni epoca (Joblin) è però anche vero che mai le notizie, le mode, le merci hanno circolato così rapidamente ed hanno così rapidamente raggiunto tutta la popolazione (e non solo, per lenta diffusione,  prima le classi colte e poi  attraverso la mediazione dei chierici il resto della popolazione), oggi abbiamo un unico mercato mentre fino a ieri  avevamo più mercati, fra loro comunicanti (David Mancini). L’avv.to Ciavarra ha sottolineato che oggi entrano in contatto, si trovano a far parte della medesima realtà di comunicazione e di globalizzazione, situazioni che ricadono sotto legislazioni diverse. Pensiamo ai conflitti sulla riservatezza dei dati, sulla libera circolazione di scritti di ispirazione razzista che contrappongono, ad esempio, la legge italiana e francese a quella degli Stati Uniti, e creano tensioni e problemi di fronte ad uno strumento come Internet.

Riaffiora qui il problema del potere; come potranno i provvedimenti del Garante italiano della riservatezza, del tribunale francese, avere una qualche efficacia in USA?  Mentre –al contrario- gli Stati Uniti sovente ottengono che le sentenze dei loro tribunali siano accettate in Europa.

CARITA’ POLITICA    GIUSTIZIA E CARITA’

GLOBALIZZAZIONE E PARTECIPAZIONE

Giornata di studio e riflessione

venerdì 15 dicembre ore 15,30

 

sede di Carità Politica - Viale delle Milizie 140

Roma

Presiede Alfredo Lucani

Presentazione di  Mario Cicala

 

Relatori:

S. E. Abdelouhab Maalmi, Ambasciatore del Marocco presso la Santa Sede;

Padre Joseph Joblin,  Docente di dottrina sociale alla Pontificia Università Gregoriana;

Domenico Airoma, magistrato, direttore de "La Magistratura"

 

E' sempre più evidente come il mondo  vada assumendo i caratteri di un "villaggio globale" ove merci, notizie, persone circolano con una rapidità ed una facilità inconcepibile anche solo pochi anni or sono. Ciò porta grandi vantaggi e considerevoli inconvenienti. E soprattutto sembra sottrarre ai singoli quel poco di capacità di decidere il proprio destino che è proprio dei sistemi democratici.

Chi governa il "mondo globalizzato": Gli Stati Uniti d'America? l'ONU? Il mercato? Le burocrazie sovrannazionali? E, sopratutto, intorno a quali principi e quali valori si deve costruire questo sistema?

Riflettere, valutare, conoscere è un passo verso la libertà e la partecipazione alla costruzione di una realtà nuova.

In  questa riflessione noi vogliamo essere partecipi. Questa giornata di incontro è un primo passo  nella riflessione.

Due saggi di Domenico Airoma su Globalizzazione economica e rapporti giuridici, scritti in preparazione di questo convegno sono pubblicati in questo sito.

 

     

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