UN PROGRAMMA PER LA GIUSTIZIA TRIBUTARIA

 

di Giuseppe Cariti e Mario Cicala

 

 

Ci richiamiamo all' articolato programma da tempo ampiamente pubblicizzato, ed ai valori che sono stati posti alla base del “Centro studi tributari”; e nell’imminenza delle elezioni puntualizziamo il nostro impegno sui seguenti obbiettivi:

 

1) riconoscimento alla giurisdizione tributaria di una dignità pari a quella riconosciuta alle altre giurisdizioni, troncando ogni residuo legame con il Ministero dell’Economia e delle Finanze;

 

2) attuazione della pari dignità fra le componenti della giurisdizione tributaria, con possibilità per tutti   di accedere agli incarichi direttivi e semidirettivi, attraverso un giudizio concorsuale fondato sulla concreta capacità operativa di ciascuno; il sistema delle incompatibilità deve essere articolato in modo tale da consentire l’effettivo accesso dei liberi professionisti alle funzioni di giudice tributario;

 

3) profonda revisione delle tabelle E-F, con un riesame dei punteggi attribuiti ai magistrati e alle altre categorie professionali, l'eliminazione della progressività nella valutazione dei "titoli di servizio", una rivalutazione del servizio prestato nelle commissioni tributarie, anche prima del 1° aprile 1996, e la riduzione dei punteggi da attribuire discrezionalmente in relazione alla qualità dell'attività prestata;

 

4) livello retributivo adeguato alla qualità del lavoro svolto, che faccia venir meno la attuale sperequazione nei confronti di altre magistrature onorarie; in particolare riconoscimento ai giudici tributari del rimborso forfetario per spese di aggiornamento professionale accordato ai giudici di pace;

 

5) riconoscimento legislativo della inamovibilità del magistrato tributario; e quindi abrogazione della assurda norma che impone una “rotazione generale” al compimento del nono anno di servizio. Incentivazione delle forme volontarie di mobilità;

 

6) migliore articolazione del sistema di governo autonomo, prevedendo organi decentrati che svolgano compiti preparatori e di valutazione della professionalità, analoghi ai consigli giudiziari nell’ambito della magistratura ordinaria;

 

7) potenziamento degli strumenti di valorizzazione ed approfondimento professionale; in tale quadro dovranno tra l’altro essere potenziati gli uffici del massimario presso le Commissioni Tributarie Regionali (anche prevedendo adeguati compensi per i “massimatori”). Dovranno essere creati appositi punti di studio e di lavoro in cui i giudici tributari possano gratuitamente accedere a tutti i mezzi informatici di informazione (CED, CD, sito della Cassazione….)