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Come avevamo preannunciato , ed anche aderendo alle
sollecitazioni di vari colleghi, abbiamo messo a punto alcune idee sui
temi più rilevanti della giustizia tributaria e dello
"status" dei giudici tributari, come base di un confronto tra
tutti gli aderenti al Centro.
Attendiamo quindi il contributo di tutti, anche per
poter affrontare ed approfondire, con le opportune iniziative di
dibattito, i singoli temi.
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La giustizia tributaria è oggi chiamata a svolgere un
ruolo fondamentale per l'affermazione dei principi costituzionali dello
stato di diritto, a difesa dei diritti dei cittadini, e per una
modernizzazione dell'apparato amministrativo.
All'adempimento di questi compiti è essenziale il
concorso di differenti professionalità ed esperienze, tutte collocate
su un piano di pari dignità.
Riteniamo perciò che la nostra iniziativa culturale ed
ideale debba proporsi i seguenti obbiettivi:
sollecitare un sistema legislativo coerente e stabile,
che effettivamente rispetti i valori recentemente codificati dallo
"statuto del contribuente", fermamente contrastando la perdurante
tendenza ad un flusso alluvionale di minute disposizioni sovente in
contrasto con l'interesse generale o ispirate all'interesse di pochi. In
questa ottica devono essere apprezzate le pronunce della Associazione
Nazionale contro la proroga del Consiglio di
Presidenza della Giustizia Tributaria oggi in carica;
adoperarsi perché il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria
svolga le sue funzioni, oltre che come organo preposto al corretto
funzionamento delle Commissioni tributarie, anche come organo di
autogoverno della magistratura tributaria preposto ad assicurare la
piena ed effettiva tutela dell'autonomia e dell'indipendenza della
stessa e dei singoli giudici;
operare affinché la garanzia di terzietà del giudice tributario sia
compiutamente attuata e resa chiaramente percepibile dai cittadini;
sottraendo al Ministero delle Finanze (che è parte processuale) e
devolvendo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri le competenze
sulla giustizia tributaria e ponendo in essere un adeguato sistema di
incompatibilità, che non determini peraltro il venir meno dell'apporto
di essenziali esperienze operative pratiche;
promuovere una riforma del decreto legislativo 545/1992,
che, in attuazione del principio di pari dignità delle diverse
professionalità, consenta l'accesso alle funzioni direttive e
semidirettive di tutti coloro che possiedano adeguati requisiti, tenendo
in debito conto anche le esperienze maturate come giudici onorari;
richiedere un sistema retributivo meglio adeguato alla dignità delle
funzioni, nel quadro di una generale riforma del trattamento dei
giudici onorari. In particolare appare ormai indilazionabile la
estensione ai magistrati onorari della così detta "indennità di
funzione" percepita dai magistrati ordinari, militari,
amministrativi e contabili, avvocati dello Stato e personale del
Ministero della Giustizia, nonché dallo stesso personale delle
Commissioni Tributarie. Per prevenire un contenzioso economico deve
essere esteso agli appartenenti alla giustizia tributaria il sistema di
adeguamento automatico della retribuzione previsto per i magistrati
dall'art. 2 della legge 19 febbraio 1981, n. 27 (e successive
modificazioni).
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