Giuseppe Cariti

 

Magistrato ordinario,con funzioni di Sostituto procuratore Generale a Firenze; già componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Presidente di sezione della Commissione tributaria provinciale di Firenze.Iscritto all'A.M.T. dalla sua costituzione.

Designato come candidato dalla Sezione toscana dell'A.M.T. e, assieme a Mario Cicala, dal Centro Studi Tributari.

Autore, con il collega Bellagamba, di numerose pubblicazioni, tra le quali, in materia tributaria, (Giuffrè Editore), "Le nuove sanzioni tributarie","Codice delle sanzioni tributarie”, "I nuovi reati tributari", e, con Bellagamba e Cicala, “Rassegna della giurisprudenza tributaria della Corte di Cassazione 2000‑2001".

Si deve realizzare una piena ed effettiva indipendenza della ma­gistratura tributarìa, con il trasferimento delle relative attribuzioni dal Ministero delle Finanze alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con un trattamento economico  predeterminato per legge, a perequazione automatica, ed adeguato alla dignità delle funzioni;con un Organo dì autogoverno autorevole,che assicuri la tutela dell'indipendenza.

L'indipendenza della magistratura tributaria é anche il presupposto  per la pari dignità con 1e altre magistrature,quale garanzia d'imparzia­lità del giudice tributario. Ma altro presupposto é la professionalità che la magistratura tributaria potrà assicurare purchè resti ferma la collegialità ed in essa confluiscano le varie capacità,esperienze e competenze professionali: non é quindi accettabile l'attuale normativa sulle incompatibilità, né ‑tanto meno‑ la concreta applicazione della stessa.

La pari dignità deve riguardare, naturalmente, le diverse professio­nalità della magistratura tributaria, con la possibilità di accesso alle funzioni direttive, oltre che a quelle semidirettive,di tutti i giudici tributari con adeguati requisiti.

I criteri di valutazione per la nomina a componente delle commissioni tributarie dovranno essere fissati per legge. E' peraltro necessaria una revisione delle attuali tabelle,con un riesame dei punteggi attribuiti ai magistrati ed alle altre categorie professionali, l'eliminazione della progressività nella valutazione degli anni di anzianità nelle varie attività, la rivalutazione del servizio prestato nelle commissioni tributarie, la riduzione dei punteggi attribuiti discrezionalmente.