questo di tanta speme oggi ci resta

come noto, l'adeguamento automatico triennale delle nostre retribuzioni costituisce ormai l'unica speranza di un qualche incremento stipendiale.

In proposito la riunione dell'intermagistrature del 18 febbraio ha permesso di constatare che le prospettive non sembrerebbero del tutto negative.

con il 31 dicembre 2002 si è concluso il "triennio"  iniziato al 1° gennaio 2000, si deve quindi:

a) calcolare l'incremento retributivo del pubblico impiego nel triennio stesso;

b) detrarre da tale incremento gli "acconti" ricevuti dal 1° gennaio 2001 e dal 1° gennaio 2002 (circa il 6,4% complessivo)

c) la differenza ci spetta come incremento dal 1° gennaio 2003 (il decreto ricognitivo esce in genere ad aprile-maggio ma è ovviamente retroattivo), mentre rispettivamente dal 1° gennaio 2004 e dal 1° gennaio 2005 ci spetterà -a titolo di acconto- un aumento pari al 30% (ogni anno) dell'incremento calcolato per il triennio 2000-2002.

Il calcolo era in passato semplicissimo perchè si faceva riferimento ai pubblici dati ISTAT relativi ai trattamenti base risultanti dalla legge o dai contratti collettivi.

dal 1998 il calcolo è meno semplice (cfr. la nota tecnica) perchè occorre tener conto del trattamento omnicomprensivo ed effettivo del pubblico impiego (dato che l'Istat almeno ufficialmente non raccoglie).

sembra però che nel triennio 2000-2002 il pubblico impiego abbia avuto un incremento del trattamento base contrattuale pari al 9,2%,  ma ovviamente manca l'incremento percentuale attribuibile ai trattamenti specifici e ad personam. Se tale incremento venisse calcolato forfettariamente come nel 2000 nell' 1,2% si salirebbe al 10,4% di incremento complessivo, mentre dati elaborati dall'Istat ma non diffusi ufficialmente porterebbero l'incremento complessivo effettivamente percepito dai pubblici dipendenti al 12,6 o addirittura al 13,1%.

Detraendo dunque da queste cifre il 6,4 per cento già percepito si oscillerebbe fra un incremento minimo del 2,8% e un incremento massimo del 6,7.

In teoria si tratta di calcoli matematici di alta oggettività i cui esiti  noi dovremmo attendere fiduciosi nelle nostre casette, assisi al desco aspettando che papà Berlusconi ci riempia il piatto. Ma siccome la matematica è oggettiva più o meno quanto il diritto, si è deliberato di chiedere un incontro alla Presidenza del Consiglio, che deve entro il 31 marzo raccogliere i dati e quindi emettere il decreto ricognitivo dei nostri aumenti. Ciò allo scopo di sondare le intenzioni del Governo, far presente le nostre ragioni, sottolineare che dobbiamo ancora recuperare qualcosa sul 2000, ecc... Del resto anche nel 2000 quando al Governo c'erano uomini (e donne) di alto sentire e illibati costumi ci toccò penare alquanto per "strappare" un aumento di  poco più del 10% (sull'intero triennio).

Comunque anche un aumento del 6,7%  tutto in una volta  non ci consentirebbe certo una vita da nababbi e quindi i nostri "talebani" possono stare tranquilli. Nessuno potrà permettersi crociere, concubine o concubini, orgie e sollazzi.

La spirito rivoluzionario, che si nutre  di una vita austera, non verrà messo in pericolo.