Con il consenso dell’Autore inseriamo nel sito la lettera che il collega Alberto Picardi ha spedito ad una mailing list  traendo spunto dalla “provocazione” del prof. Dittrich

 

Sono d’accordo con il prof. Dittrich sui ruoli chiusi quantomeno per l'accesso alla qualifica di Consigliere di Cassazione.

E' quanto il nostro Ministro Castelli ha proposto nella sua prima bozza di riforma dell'ordinamento giudiziario, dove si prevedeva che un 50% dei posti (ma se fosse per me dovrebbe essere il 100%) andasse riservato ai magistrati aspiranti "Cassazionisti" vincitori di concorso.

Sono stato l'unico, nella lista del Movimento per la Giustizia, a dichiarare espressamente la mia adesione alla suddetta proposta ministeriale, sebbene anch'io ero naturalmente contrario alle  ipotesi di controlli "indiretti" del Ministro sulla composizione delle commissioni di concorso e sulla composizione della scuola di formazione della magistratura.

 

Continuo a ritenere che il concorso per l'accesso alla Cassazione sia stata la proposta più innovativa di riforma dell'ordinamento giudiziario, e mi spingerei ad estenderla al 100% dei futuri componenti della S.C.

Ma a determinate e precise condizioni:

1) purchè sia stabilito in modo sicuro che spetti al CSM la nomina dei componenti della Commissione, che magari si potrebbe avvalere anche di una parte minoritaria di componenti "laici" come professori e avvocati di chiara fama,   

2) purchè la selezione si faccia solo, o pressochè esclusivamente, per effetto del superamento di prove scritte ed anonime, con successiva "apertura delle buste" contenente i nominativi dei candidati risultati idonei, così come si fa per le prove scritte del concorso in magistratura ordinaria (dove uno dei motivi per cui fino ad ora si riesce a vincere il concorso senza "raccomandazioni" è proprio perchè lo si vince, di fatto, superando le prove scritte del concorso stesso).

Sul tipo di prove si potrebbe pensare, oltrechè ai classici temi, anche a simulazioni di sentenze della S.C.,  come avviene per le prove scritte dei concorsi al TAR e CDS.

Insomma, se si vuole si  può.

Ed io ritengo che debba partire da noi la volontà di riformare l'attuale sistema di promozioni automatiche, che oltre a legittimare sacche minoritarie ma pur presenti di neghittosità tra noi,  ha un effetto, a parer mio,  ancor più deleterio perchè più "sistematico":

quello di portare ai luoghi di comando degli uffici giudiziari colleghi a pochi anni prima della pensione che spesso, per gli "acciacchi" che si portano appresso, per il fatto di essere ormai uomini del passato prossimi al pensionamento e al ruolo di "baby-sitter" dei loro amati nipotini,   non sono in grado si svolgere, salvo lodevoli eccezioni (vedi Caponnetto, la cui "modernità" è stata determinante per il pool antimafia di Palermo, e lo stesso Borrelli) ,  il ruolo forte e moderno di "capi" degli uffici.

Insomma, io continuo a ritenere che la magistratura ordinaria ha fallito non solo e non tanto per l'assenza di "giuristi" tra noi, che pur vi sono in maggioranza "nonostante" la carriera "a ruoli aperti" (che ci fa diventare tutti Cassazionisti anche se non lo dovessimo meritare), ma per la tendenziale assenza, tra noi, di VERI capi degli uffici, ed il motivo fondamentale è che noi siamo  "TODOS CABALLEROS", cioè tutti idonei, dopo un tot numero di anni,  a ricoprire ruoli di vertice , sebbene pochi, veramente pochi, abbiamo le capacità effettive di svolgere il predetto ruolo: questo essere "TODOS CABALLEROS" fa sì che "TUTTI SIAMO BRAVI - NESSUNO E' BRAVO", e alla fine "vince" di regola il più anziano tra noi, nonostante "pacchi" di circolari CSM che da anni hanno cercato e stanno cercando di valorizzare il merito  rispetto alla mera anzianità  (e qui la responsabilità del CSM, in specie delle correnti maggioritarie poste nel suo seno fino ad oggi e che hanno permesso questo "andazzo", è forte e va, con coraggio e lealtà, ribadita).

E' inutile che ci diciamo ipocrisie: il motivo della inefficienza dei nostri uffici giudiziari è sicuramente  frutto di recenti politiche "scellerate" di questo o quel Ministro (qualcuno si ricorda, per vedere anche il passato e non parlare solo di Castelli,  la sbandierata riforma del giudice unico A COSTO ZERO ??!!, che moltiplicava i giudici e riduceva, nel contempo, i Cancellieri e le aule di udienza, così aggravando i disagi e i ritardi ??), ma dipende anche, per non dire "essenzialmente",  dalla PESSIMA SCELTA, salvo lodevoli eccezioni,  dei nostri capi degli uffici, effettuata dai nostri eletti al CSM, ciò per l'essenziale motivo che  i nostri colleghi dirigenti non sono in grado di "allocare" al meglio le risorse umane, pur limitate, che pur sempre hanno, nè di BATTERSI FINO ALLA MORTE per rendere migliori le condizioni materiali in cui si è costretti a lavorare (subissando i Ministri e i Sindaci di missive, note, denunce comprese, così di fatto "tollerando" che il nostro lavoro venga svolto in locali angusti e maleodoranti e senza la dotazione minima di mezzi, locali e personale ausiliario).

Per quanto riguarda, in particolare,  l'importante compito, del dirigente,  di perseguimento, attraverso il sistema delle "tabelle",  della migliore  allocazione delle risorse umane, mi potete dire giustamente che mancano, per i dirigenti,  idonei prospetti statistici che possano coadiuvarli nel suddetto delicato compito (e questo è vero), ma io continuo a ritenere che un vero capo dell'ufficio sa bene, in un Tribunale o in una Corte d'Appello, chi effettivamente lavora e chi no, e ha mille modi (leciti) per premiare chi lavora e per invogliare chi rimane indietro, e per controllare (anzichè delegare ad altri) l'efficienza e correttezza del personale amministrativo.

Insomma, sono d’accordo con Marco che il problema della nostra progressione in carriera non è, in questo momento, il nostro principale problema, ma va pur sempre affrontato in modo forte e propositivo da parte nostra con documenti possibilmente unitari, anche per evitare, come detto, che siano altri ad imporcelo, con riforme più o meno "a dispetto" ...

 

Saluti dallo scantinato Alberto Maria Picardi

 

(GM penale del Trib di SMCV, sez dist di Aversa)