Senza Borrelli non ci sarebbe stata "Mani pulite", su questo non ho dubbi.
L'avanzamento a ruoli chiusi però non ha prodotto solo Borrelli. E "Mani Pulite" non è stata solo opera di Borrelli, ma anche di tutti coloro che, pubblici funzionari o politici, si sono dati al malaffare in modo che i loro traffici potessero essere indagati dalla Procura di Milano diretta da Borrelli.
Ora però mi sembra che il tema d'attualità sia diventato come fare per evitare che in futuro possa esserci un nuovo Borrelli. Poiché non è da escludere che possa trovarsi tra di noi un altro come lui, inattaccabile sotto ogni profilo, mi sembra che ci si ingegni per trovare meccanismi per bloccare comunque la carriera delle persone scomode. Però in definitiva quello che si propone è un semplice ritorno al passato.

 Io non dico che tutti quelli che, quotidianamente, si sforzano di progettarci un futuro da incubo lo facciano in mala fede. Però quelli tra loro che sono in buona fede dovrebbero dare prova di lungimiranza e, almeno, proporci qualcosa di veramente nuovo, tenendo conto che:

a)valutare un  un magistrato non è come valutare un professore, perché appunto il magistrato e il professore fanno mestieri diversi;

b)se uno vuole che il magistrato faccia il magistrato come "la gente" si aspetta che un magistrato faccia il magistrato, bisogna evitare che il magistrato, per fare carriera, debba perdere tempo facendo qualcosa di diverso dal mestiere di magistrato. Pretendere poi che uno di noi, che  in questi anni si è abituato ad essere veramente indipendente e autonomo, accetti volentieri di sottomettersi al vecchio sistema delle carriere e dell'ossequio ai superiori, questo è veramente troppo.

 Mario Ardigò - Roma