Per non dimenticare
di Alberto Maria Picardi

 

 

Capaci 23 maggio 1992

Giovanni Falcone, Francesca Morvillo,
Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani.

 

 

 23/5/1992

 

 23/5/2001

 

 

è grazie a questi esempi di rigore e coraggio che sono ancora orgoglioso di essere un Magistrato della Repubblica Italiana...nonostante tutto...

 

Sono passati 9 anni, ma per me Giovanni, Francesca e Paolo sono ancora qui:

 

ho conosciuto Francesca Morvillo quale componente della commissione d'esami del mio primo concorso a uditore giudiziario;

 

sempre quei giorni, mentre ero in fila per la consegna dei codici all'hotel Hergife di Roma, vidi Giovanni Falcone che passava lì a trovare la moglie: era visibilmente ingrassato e affaticato, ma, nonostante ciò, lo riconoscemmo tutti anche perché i Carabinieri e la scorta erano in visibile apprensione e nervosismo;

 

Venerdì 22/5/1992 consegnai per  i miei tre compiti di civile, penale e amministrativo; non credevo di farcela, ero talmente felice e orgoglioso che, prima di andarmene, volli  salutare Francesca Morvillo e gli altri membri della Commissione che erano in quella sala.

 

il giorno dopo, a Capaci, successe l'inferno,

 

ho fotografato quei volti e quel saluto,  con le lacrime agli occhi e con la rabbia nel cuore, ed ho deciso di non dimenticare.

 

A Lorenzo e agli altri magistrati palermitani: domani portate un fiore, un pensiero o una foto e collocatela sull'albero di Giovanni posto davanti alla sua abitazione al centro di Palermo, se ancora non l'hanno fatto morire...

  

Saluti da Aversa

 

Alberto Maria Picardi (G.M. penale del Trib sede dist di Aversa)

 

Ci scrive una giovane ricercatrice universitaria:

Ero anch'io quel 22 maggio all'Ergife. Non sapevo che fosse Francesca Morvillo (giorni prima si era scherzato tra candidati sul cognome, alcuni avevano inteso morbillo)né che fosse la moglie di Giovanni Falcone, la commissaria alla quale verso la fine della terza prova, quando la sala era già semivuota, mi rivolsi per chiedere da quale parte uscire. Avevo deciso di ritirarmi. 

Il giorno dopo, la strage.
L'associazione fu completa solo quando vidi in televisione l'immagine.
E' stato come se facessi parte in qualche  modo anch'io della vicenda, se fossi una specie di testimone; è stato quasi un impatto con la mafia, che era a breve distanza da me, vicina, come era stata vicina quella bellissima donna il giorno prima. 

Quel contatto è anche un privilegio, ma che non fa star bene.