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queste brevi ed incisive parole di una giovane laureata sono la più
bella e toccante prova che il sacrificio di Paolo non è stato vano
in obscura nocte sidera micant
Undici anni fa la mafia uccideva Paolo Borsellino.
Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. Ci sono entrato per caso. E poi
ci sono rimasto per un problema morale. La gente mi moriva attorno.
Paolo
Borsellino
19 luglio 1992: alle ore 16,58 la violentissima esplosione di
un'autobomba, parcheggiata in via D'Amelio, a Palermo, uccide Paolo
Borsellino, Procuratore aggiunto presso la Procura distrettuale della
Repubblica di Palermo e gli agenti di scorta Claudio Traina, Emanuela Loi,
Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Eddie Walter Cosina.
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Undici anni fa mi trovavo a Santo Stefano e il proprietario di un negozio
di alimentari uscì per strada con le mani sul volto e disse che avevano
ucciso il giudice Borsellino.
E io mi sedetti su una panchina e mi venne da piangere.
E pensai, per la prima volta, che avrei potuto iscrivermi a giurisprudenza
e diventare un magistrato.
Forse una reazione emotiva.
Ma negli anni questo pensiero è maturato dentro di me, sino a diventare
una ragione di vita.
Non so se l'avevo mai detto.
Forse, aspettavo un giorno come questo.
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