un giovane collega che invita a meditare lo scritto di D'Avanzo inserito in questo sito ha scritto alla ml dei giovani una interessante lettera che, con il suo consenso, inseriamo nel nostro sito

Il fatto è che le proteste dei magistrati sinora non sono servite a nulla, se non a dare ulteriore benzina alle strumentalizzazioni interessate. Come nell'Aikido, arte marziale giapponese tra le più complesse ed eleganti, gli sforzi prodotti (pur con tutte le ragioni del mondo) in queste proteste sono abilmente sfruttati a vantaggio di chi ne è il bersaglio.
  Il documento di MI di Roma, qui diffuso, non sarà una verità rivelata, ma non dice affatto il falso. Ne sono convinto ora più che mai, dopo aver visto come i media hanno messo la questione dell'inaugurazione, e come vari politici, che non aspettavano altro, si sono lanciati sorridenti nei vari "ègravissimo", "togherosse", "finalitàfors'anchepolitiche" e compagnia cantante.

  Il muro contro muro è nobile, ma non serve. Finora non è servito. Anzi: cosa c'è di meglio per il lancio commerciale della commissione d'inchiesta su Tangentopoli di un bel servizio in cui si parla di come i magistrati contestano... il governo Berlusconi?

  Lo so benissimo che è dura far finta di niente. Durante il discorso del funzionario del ministero, di cui, per così dire, non condividevo un'acca, sono stato tentato di alzarmi ed andarmene. Ma QUESTO è porgere l'altra guancia, anche se la prima sensazione è quella di aver protestato efficacemente.

  A mio avviso, la magistratura dovrebbe smettere di fare proteste di tipo "oppositivo". Non oppongono nulla, anzi, agevolano.
  Dovrebbe, mi si passi il termine, farne solo di tipo "pretensivo": forse - non so - con una più efficace ed attenta azione, in questa direzione, degli organismi associativi. Chiedere che sia fatto di tutto perchè gli uffici funzionino, perchè le vacanze siano coperte. Far capire alla gente PERCHE' la giustizia non funziona, senza con questo esporsi a possibili strumentalizzazioni. Chi ha detto che questa, fallita l'altra, non possa essere la strada giusta? Che in questo modo non si ottenga un vantaggio in termini di immagine (la tanto preziosa immagine) e di credibilità, in modo da non farsi sempre rinfacciare di avere fini politici? E quindi, in ultima analisi, riuscire a farsi sentire di più.

  Non so, magari sto dicendo frescacce. Magari la strada dello sfogo è anche la più utile. Resta il fatto che, pur con tutta la frustrazione di vedere l'ordine giudiziario e la giustizia presi in giro, sono giorni in cui mi trovo a prestare volentieri orecchio alle voci fuori dal coro. A Cavour, più che a Garibaldi.