Introduzione
Del Prof. Alfredo Luciani, fondatore e direttore della
associazione “Carità politica”.
L'Associazione Carità Politica con crescente impegno
affronta da qualche tempo in maniera sempre più organica ed autorevole,
argomenti di interesse comune in linea con le indicazioni della Dottrina Sociale
della Chiesa.
Con l'incontro di oggi intendiamo avviare un
approfondimento dei valori che accomunano tutti gli uomini che operano nel mondo
della giustizia.
Tensioni a livello politico, economico, sociale
attraversano la nostra società. Di
fronte all'attuale difficile momento noi non possiamo assistere passivi.
Si tratta, in altre parole, di contribuire a costruire un luogo di
dialogo e di riconciliazione. Posto al confine di più mondi intellettuali e spirituali,
questo spazio della Carità Politica vuole costituire un sicuro riferimento per
agire con rettitudine e servire meglio la società umana. In questa linea ci siamo posti in stato di ricerca e di
ascolto con l'intenzione di promuovere un nuovo metodo di approccio ai problemi
del singolo e della società.
Con la Chiesa noi riteniamo l'impegno politico come una
delle attività umane più importanti e una delle più alte manifestazioni
dell'amore cristiano. La fede deve
operare con la carità, e uno dei campi più alti - perché più universale -
della carità è quello della politica.
Per quanto riguarda il rapporto giustizia e carità va
rilevato come già i pensatori classici indicavano la necessità di temperare la
giustizia con diverse altre virtù (aequitas, benignitas, ... ), che il
cristiano addita sommariamente nell'amore.
Difatti l'amore cristiano del prossimo e la giustizia non possono essere
separati tra loro: la carità autentica contiene in sé l'esigenza della
giustizia, e questa da sola è insufficiente e può deviare.
A proposito di etica e servizio dello Stato va
innanzitutto sottolineato che lo Stato è al servizio dei cittadini.
Di tutti i cittadini senza discriminazione.
Lo Stato personalista è rispettoso dei diritti della persona e dei
diritti delle istituzioni create dai cittadini.
Lo Stato non è fonte di etica e di diritto, esiste un'etica che
trascende lo Stato e alla quale lo Stato e tutti i cittadini devono subordinare
la loro attività e le loro scelte. E'
l'etica umanistica, quella che l'uomo, la persona scopre con la sua ragione e
che è impressa nei principi generali della coscienza di ciascuno.
Il nucleo fondante di quest'etica è che il bene si deve promuovere nella
sua totalità. Tutti i valori del
bene comune e della giustizia formano il costitutivo etico che deve regolare
l'attività dello Stato. Il
cristianesimo vi aggiunge i valori e i principi che sono valori e principi del
messaggio di Cristo e che rafforza e nobilita i principi dell'etica umanistica.
Il servizio dello Stato deve essere a totale promozione del bene comune a
tutela e promozione dei diritti e della dignità di tutti i cittadini.
Nessun diritto può essere escluso dall'azione di tutela dello Stato.
La giustizia esclude che si possa operare contro i valori
del bene della comunità e i diritti della persona umana.
Lo Stato è tanto più giusto quanto più sa garantire i diritti
fondamentali della persona, delle istituzioni e dei corpi intermedi.
Lo Stato non è un'entità astratta, ma un complesso di istituzioni e di
servizi il cui funzionamento è affidato alle persone, ai cittadini, in
particolare ai governanti eletti liberamente e democraticamente dal popolo.
Il funzionamento dei vari servizi e dei vari organi è affidato a persone
riconosciute o almeno ritenute idonee dallo Stato.
L'efficienza amministrativa deve essere una delle
caratteristiche fondamentali dello Stato moderno. Ad esso deve essere associato una gamma di qualità morali,
culturali e professionali delle persone preposte agli organismi dello Stato e
alle diverse istituzioni pubbliche. Se
si prescinde da queste qualità non si potrà mai avere uno Stato giusto e
libero.
La storia che quando vengono disattesi i valori etici
subentrano sistemi di corruzione che avviliscono lo Stato e degradano la persona
umana.
Nessuno vuole uno Stato confessionale, tanto meno
integralista, ma si commetterebbe lo stesso errore degli integralisti se si
costruisse uno Stato senza riferimenti a valori etici fondamentali e universali.
L'etica non si sovrappone allo Stato, ma è fonte regolativa, normativa
di coloro che sono chiamati a dirigere lo Stato nella molteplicità delle sue
articolazioni nonché dei cittadini che devono rispettare il ruolo dello Stato e
rispettare le leggi giuste, che siano promotrici del bene comune.
Atti pubblicati in "Già e non ancora" (Rivista della associazione
"Carità politica") 4/1997
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